Per il 2012
di Redazione
Roma – Il decreto attuativo sulla detassazione dei premi di produttività, per l’anno 2012, è stato firmato dal presidente del Consiglio e pubblicato in data odierna sulla gazzetta ufficiale.
L'annuncio arriva dal viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, rispondendo a un'interrogazione nel question time alla Camera.
Per il periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012, sono prorogate le misure sperimentali per l’incremento della produttivita’ del lavoro previste dall’articolo 2, comma 1, lettera c), del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126. Tali misure trovano applicazione entro il limite di importo complessivo di 2.500 euro lordi, con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2011, a 30.000 euro, al lordo delle somme assoggettate nel medesimo anno 2011 all’imposta sostitutiva di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 93 del 27 maggio 2008.
Una boccata d’ossigeno per i redditi dei lavoratori del settore privato, che –come sostiene la Uilcem Ragusa- vedranno riconosciuto anche per il 2012 il beneficio della tassazione agevolata, anche se il 30% circa degli aventi diritto, quei soggetti con reddito superiore a 30.000 euro non potrà più godere della detassazione delle competenze accessorie in busta paga.
La detassazione degli emolumenti e degli accessori di busta paga, introdotta nel secondo semestre del 2008 per i lavoratori del comparto privato, è stata applicata, oltre che ai premi d’incremento produttività e ad altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa, anche per le indennità medie di turno, lavoro straordinario, istituti di reperibilità e chiamata al lavoro, su un plafond massimo detassabile di 6.000 euro, per un reddito di accesso al benefit fiscale di 40.000 euro lordi annui.
Tale opzione fiscale, rinnovata con provvedimenti governativi ad hoc che ne hanno aumentato il ticket massimo di reddito d’ingresso fino al 2011, è stata a costo zero per le imprese e, in ambito nazionale, ha portato nel triennio di riferimento ad un gettito imponibile di oltre 10 miliardi di euro.
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