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19/04/2008 20:06

Dipasquale vaccaro in Spagna. Cosentini regala caramelle. Di carruba

di Redazione

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Trenta giorni sul suolo ibleo, senza un fine settimana in barca, senza una puntatina in Svizzera, senza una domenica sulle Alpi francesi, senza gli odori della dolce Tunisia.

Un mese di resistenza ed astinenza dal viaggiare.

Era andato talmente in depressione il nostro sindaco Nello Dipasquale con questa permanenza forzata in provincia (ha una tenuta massima di venti giorni e poi gli scatta il volo) che quando si è saputo dell’arrivo di Veltroni ha fatto come un matto perchè lo voleva incontrare, sperando forse in un giretto nel bus.

Non è uno scherzo, ha insistito così tanto con ‘sta storia del saluto al leader della parte avversa, che i consiglieri comunali del Pd sono entrati in assoluto imbarazzo nel dovergli dire (è stato il primo atto di un’opposizione che si spera permanga dura) “ci spiace, ma tu non c’azzecchi con Walter”.

E così Nello Dipasquale si è dovuto rassegnare a trascorrere il suo mesetto di campagna elettorale con Leontini. L’ha fatto con il broncio, si è mosso quando era guardato a vista, si preparava solo per non essere rimproverato, rispondeva se incalzato, insomma svogliato. Certo, ad ogni convention faceva casino “io, noi, la squadra”, ma poi si chiudeva nelle marmoree toilettes dei locali ospitanti, e, con la sigarettina in mano abbandonato sulla tazza, sognava rabbioso tutto il mondo che si stava perdendo. Maledetto PdL, altro che libertà!

La sera del 14 si è scoperto il trucco. I duemilacinquecento voti in meno hanno aperto gli occhi a Leontini che è sbottato.

Nello Dipasquale da discolo professionista abituato alla bugia ha iniziato un bombardamento di teorie atte a confondere il deputato leggermente amputato.

Dicono che Leontini fosse rabbioso, quasi pronto a gettarsi sul nostro sindaco per suonargliele a dovere.

Ma i ragazzacci sanno sempre come cavarsela ed invece di darsela a gambe ha rischiato.

Ha trascorso l’intera notte a casa del deputato, in quel di Ispica, e piano piano ha fatto sbollire l’ira dell’onorevole che, si sa, è di indole buona.

Non ha importanza conoscere nel dettaglio la difesa, sono sempre le stesse le scuse nei casi di negligenza “meglio di così non si poteva, la colpa non è mia, gli altri erano aggressivi, il clima e le contingenze imponevano un profilo basso”.

Pare che Leontini, all’alba, stanco e frastornato abbia preso sonno.

Cosa ha fatto allora il nostro sindaco?

Come un razzo da Spaccaforno si è fiondato a Ragusa, ha dato l’ordine di comunicare che Cosentini poteva tornare a Palazzo, e finalmente aria! Prima che l’Italia si rialzasse in piedi come chiede Berlusconi, lui era già fuori nella libera Catalogna, a Barcellona.

L’occasione era di quelle da trasferta tradizionale, fiera, appresso agli allevatori. Il festino internazionale conclusosi oggi si chiama: expoaviga di avicoltura e tecnologie di allevamento. Una pacchia.

Dai uno sguardo al toro da monta e poi il tuffo nella scoppiettante Barcellona, alla faccia dei ragusani di ogni ordine e grado. Finalmente lontano dalla analisi del voto e dallo strazio dei comizi di ringraziamento.

La copertura d’altronde c’è. Il nostro sindaco è vaccaro ad honorem, insignito dall’associazione allevatori. Un titolo che vale un perù, un passaporto diplomatico. “I matador, l’arme, gli amori, le cortesie, le audaci imprese, io”, quante balle potrà sognare in terra di Spagna e poi tornare in paese e raccontare del ciuccio catalano che si accoppiava con l’asina ragusana, mentre lui ammirato capiva che la vera ricchezza di un territorio è la felicità!

Sarebbe bello per noi ragusani provare il telegoverno a distanza.

Nello Dipasquale a zonzo per il pianeta e noi, ogni tanto, che ci colleghiamo.

Cosentini piazzato e perdente che distribuisce le caramelle di carruba (ultima dolcezza cuffariana); i costruttori che con metodo e disciplina divorano Ragusa muniti di delega autenticata dal sindaco; l’assessore Migliorisi che con la nuova ditta Busso si dedica alla magia della trasparenza dove la prova della sporcizia non si trova mai; tutti gli altri assessori che non contano una mazza conservati ben pasciuti; e lui il nostro sindaco, trottolino amoroso, che se la gode tutta perchè il popolo ha dimostrato che ama farsi ingannare.

Tutela della salute della donna Sabato 19 alla sala convegni del dipartimento di prevenzione dell’Ausl 7 di Ragusa in via Di Vittorio 59, seconda giornata del corso sulla vaccinazione del carcinoma della cervice uterina. Si parlerà dell’organizzazione delle attività vaccinali. Tra i relatori: Rolando Genovese, Filippo Giurdanella, Carlo Signorelli, Giuseppe Ferrera.