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21/01/2009 18:23

Discarica, il consiglio comunale di Scicli fa marcia indietro

di Redazione

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Il consiglio comunale di Scicli ha fatto marcia indietro, così come chiesto dal Prefetto. E nella riunione di martedì sera il massimo consesso ha revocato la delibera del 22 dicembre con cui affermava di negare l’utilizzo della discarica di San Biagio fino a quando la stessa non fosse stata messa in sicurezza.

Maggioranza e minoranza hanno votato la revoca di quel “no”. L’Ato Ambiente Ragusa ha ora il compito di collaudare i lavori di captazione del biogas, mettere in sicurezza la prima vasca con la copertura provvisoria mediante il telo in polietilene e la contestuale regimentazione delle acque meteoriche, razionalizzare la condotta e l’accumulo del percolato mediante l’eliminazione dell’attuale bacino a cielo aperto e la realizzazione di un bacino chiuso, a norma.

Nel verbale sottoscritto in Prefettura con l’amministrazione comunale di Scicli, presente il presidente del consiglio, Antonino Rivillito, è stato firmato l’accordo per cui si presuppone il rientro del debito che Modica, Ispica e Pozzallo hanno nei confronti di Scicli. L’ato Ambiente attiverà tutti gli strumenti giuridici in suo possesso per ottenere tale risultato: il commissariamento dei comuni debitori e le procedure esecutive.

L’obiettivo della Prefettura e dell’Ato è di creare le condizioni per riaprire San Biagio e per creare nuove vasche.

Intanto, il Sutas, il comitato di ambientalisti che da un paio di anni affronta le emergenze ambientali chiede a tutti gli attori istituzionali di aprire i centri di compostaggio e iniziare la raccolta differenziata. “L’’inefficiente gestione e la mancanza di progettazione dell’Ato  -scrive il Sutas- ha portato oltre che alla cronicizzazione del problema dei rifiuti anche ad una conflittualità tra i sindaci iblei che non trovano altro da proporre che la riapertura di San Biagio. L’umido costituisce almeno il 50 per cento degli Rsu sottraendo l’umido ai rifiuti da conferire in discarica si ottiene una vita più lunga delle stesse, si impedisce la formazione di biogas e di percolato, si salvaguardia l’ambiente e si riducono notevolmente i costi di gestione delle discariche. Se a questo 50 per cento di rifiuti umido aggiungiamo anche un altro 25 per cento che si ottiene dal recupero del materiale riciclabile si arriva ad una raccolta differenziata che va oltre il 75 per cento degli Rsu, con conferimento in discarica di materiale inerte ed innocuo pari al 25 per cento di tutti gli Rsu”.