di Redazione
In riferimento al dibattito sempre più acceso che si sta sviluppando in questi giorno in ogni angolo del comune di Scicli avente come oggetto la discarica subcomprensoriale di San Biagio, riteniamo manifestare una riflessione a voce alta, il cui obiettivo è solo quello di tentare di fare chiarezza in una discussione che forse ha perso di vista quello che è il vero problema.
Infatti le scriventi OO.SS. ritengono che il problema della discarica di San Biagio vada oltre il semplice problema se i Comuni del comprensorio debbano conferire o meno presso la discarica, così come riteniamo che un altro falso problema sia se la discarica debba andare chiusa o no.
Riteniamo invece che la nostra attenzione si debba concentrare sui rifiuti.
Infatti dobbiamo ormai entrare nell’ottica che il problema dei rifiuti è uno degli argomenti con cui dobbiamo fare i conti e le esperienza della Campania stanno a testimoniare che solo attraverso un’azione comune tra gli Enti Locali del territorio si può tentare di innestare azioni virtuose che consentano nel breve-medio periodo di portare alla soluzione del problema.
Infatti con la chiusura della discarica di San Biagio, non riteniamo che si risolva il problema, perché comunque allo stato attuale i rifiuti solidi urbani non trovano altra possibilità che essere conferiti in discarica, fermo restando che si possano creare i presupposti di una emergenza sanitaria qualora non si provvedesse ad una alternativa immediata al sito di San Biagio.
Riteniamo invece che si debba prendere una volta per tutte coscienza, come previsto dalla normativa nazionale ed europea, del fatto che è necessario ridurre i volumi dei rifiuti da conferire presso le discariche pubbliche, partendo dalla raccolta differenziata, anche in considerazione che era obbligo, entro il 2006, di tutti i Comuni di raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti, per poi arrivare entro il 2010 al 60%, cosa che è tuttora risulta essere una semplice utopia. Percorso questo che deve vedere al centro dell’azione l’ATO Ambiente provinciale che non può rimanere un mero costo della politica, ma che invece deve assumere quel ruolo operativo che la legge gli attribuisce.
Certo, siamo consapevoli che questa strada non porterà nell’immediato alla soluzione dei problemi oggi presenti sul territorio di Scicli, ma è l’unica strada percorribile se vogliamo una volta per tutte risolvere alla radice i problemi.
Diversamente, illudersi che il problema sia chiudere o lasciare aperta la Discarica di San Biagio, servirà solo a fomentare azioni populiste e di propaganda in occasione delle competizioni elettorali senza alcun reale beneficio per la salute dei cittadini e l’igiene della città.
E riteniamo che prima si inizia su questa strada, prima sarà possibile giungere alla definizione di un percorso virtuoso, recuperando per quanto possibile, il tempo perduto.
A tal fine guardiamo con estrema attenzione al tavolo di confronto con l’ATO Ambiente nella persona del suo Presidente e del suo intero Consiglio di Amministrazione, che, a seguito della richiesta tempestivamente inoltrata dai Segretari Generali Provinciali di CGIL CISL e UIL sollecitati anche dagli scriventi, ci auguriamo si apra al più presto e che attraverso un percorso calendarizzato, ci porti a soluzioni ottimali condivisibili.
CGIL CISL UIL
(G.Giavatto) (V.Romeo) (G.Statello)
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