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29/04/2026 23:41

Dona il midollo a un bambino malato, il Rettore della Università Kore, prof. Paolo Scollo: “Il gesto di Giorgio ci ricorda il vero senso della medicina”

Il gesto di Giorgio, studente ragusano di medicina, che ha donato il midollo a un bimbo brasiliano di 2 anni malato.

di Redazione

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In un tempo segnato da conflitti, tensioni sociali e individualismo, il gesto compiuto da Giorgio, studente ragusano di medicina, che ha donato il midollo a un bimbo brasiliano di 2 anni malato di leucemia, ha colpito profondamente la comunità accademica dell’Università Kore di Enna.

Il Rettore, il professor Paolo Scollo, ordinario di Ginecologia, è anche noto nella comunità scientifica internazionale per essere stato il primo e finora l’unico ad avere effettuato un trapianto d’utero in Italia seguito alla nascita di una bambina. Il docente universitario ha rilasciato questa intervista al direttore di Ragusanews, Gabriele Giannone.

 

Professore, oggi si parla spesso di crisi dei valori. Il gesto di Giorgio sembra andare in direzione opposta. Che significato assume?

Assume un significato molto forte, perché ci ricorda che il vero valore non sta nell’apparire, ma nel mettersi concretamente al servizio degli altri. In un tempo dominato da competizione, egoismi e arrivismo, un gesto silenzioso ma autentico restituisce senso al dono, alla responsabilità e alla cura verso il prossimo.

Lei guida un Ateneo che forma anche futuri medici. Quanto conta, oggi, la dimensione umana accanto alla preparazione scientifica?

Conta moltissimo, anzi viene prima di tutto. La medicina non è soltanto alta formazione scientifica e professionale: è prima di tutto responsabilità umana, attenzione, dedizione e rispetto per la vita. Giorgio ha dimostrato di essere medico nell’animo ancora prima che nel ruolo.

Quindi possiamo dire che il suo gesto diventa anche una lezione per gli altri studenti?

Assolutamente sì. Diventa una testimonianza educativa per tutta la comunità universitaria. I veri esempi non sono sempre quelli più appariscenti: spesso si manifestano nella discrezione, nella naturalezza di chi compie il bene senza bisogno di mostrarlo. È proprio lì che si misura la grandezza morale.

Dietro un giovane capace di questo c’è spesso anche una famiglia. Vuole rivolgere un pensiero anche ai suoi genitori?

Certamente. La famiglia è il primo luogo in cui si formano valori come solidarietà, rispetto e attenzione verso gli altri. Quando un giovane testimonia con i fatti una tale qualità d’animo, è giusto riconoscere anche il valore del percorso educativo che lo ha accompagnato.

Da Rettore, cosa sente di dire oggi a Giorgio?

 

Desidero esprimergli il più vivo compiacimento e la più sincera gratitudine da parte mia e dell’intera comunità accademica. Saremo felici di congratularci personalmente con lui e con la sua famiglia, perché il suo esempio rappresenta un motivo di orgoglio per tutto il nostro Ateneo.

 

E se questo gesto diventasse un esempio da raccontare anche dentro l’Università?

Se lui lo vorrà, certamente sì. Il suo gesto rappresenta perfettamente ciò che l’università deve trasmettere: non solo sapere e competenze, ma anche coscienza etica, spirito di servizio e cultura della vita. In testimonianze come questa riconosciamo non solo orgoglio, ma anche una concreta speranza per il futuro.