di Redazione
Mancano 40 giorni alle elezioni politiche e regionali del 13 e 14 aprile e ci sono già i primi delusi. Sono gli uomini e le donne del
Partito Democratico ibleo che, a causa di una legge elettorale “che – come dichiarato da loro stessi – premia gli accordi elettorali che le
territorialità”, sono rimasti fuori dai posti utili nelle liste sia alla Camera che al Senato.
Il Pd ibleo dunque punta tutto sulla Regione e sulla corsa all’Ars che lo vedrà in campo con due liste e con uomini “forti” quali Pippo
Digiacomo, Roberto Ammatuna, Tommaso Fonte e Tonino Solarino, anche se a questo punto va vagliata anche la posizione di Salvatore Zago che avrebbe optato per Roma ma che, adesso, dovrà decidere il suo futuro da deputato regionale uscente.
Ultimi dubbi da fugare nei prossimi giorni, entro giovedì della prossima settimana. Dubbi che riguardano anche gli altri partiti, soprattutto per la scelta delle donne che devono occupare due delle cinque caselle di ciascun lista.
Se l’Udc ha chiuso il tris di nomi maschili con Cosentini, Torchi e l’uscente Orazio Ragusa, si è adesso alla ricerca delle due donne. Una,
verosimilmente, arriverà da Comiso.
Nel Pdl uno tra Innocenzo Leontini, Carmelo Incardona e Girolamo Carpentieri dovrà “tirare” da capolista sotto il simbolo di “Alleanza
Azzurra”. Ed anche in questo caso punti interrogativi sui nomi “rosa”.
Dubbi rosa fugati già in casa Mpa. Sono pronte infatti l’ispicese Anna Maria Gregni e la vittoriese Concetta Fiore, che saranno alle spalle
del capolista Riccardo Minardo e del sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti.
Italia dei Valori ha “chiuso” le liste con Gianni Iacono in corsa sia per Roma che per Palermo. Anche in questo caso “donne” già indicate con la sciclitana Bernardette Alfieri e la comisana D’Avola.
In Sinistra Arcobaleno le donne potrebbero essere indicate da Verdi e Rifondazione.
Sono gli ultimi dubbi prima di lanciare la breve, ma intensa, campagna elettorale.
Giorgio Caruso
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