Lettere in redazione
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04/07/2011 19:59

Dopo Zichichi, Squadrito. Le tante cittadinanze onorarie concesse a Ragusa

L'istituto della cittadinanza onoraria andrebbe usato con parsimonia

di Lettera firmata

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Ragusa – Dopo Zichichi anche Squadrito. Nell’arco di pochi mesi il sindaco Dipasquale ha così concesso due “cittadinanze onorarie”.

Il primo è il celeberrimo – almeno in Italia – fisico trapanese che ad Erice ha creato un centro per gli studi di fisica e non solo; il professor Zichichi ha ottenuto la cittadinanza onoraria ragusana nello scorso mese di aprile.

Nei giorni scorsi, invece, il primo cittadino ragusano ha voluto concedere la stessa identica onorificenza (certo, noi ragusani diamo per scontato che ottenere la cittadinanza onoraria di questo capoluogo di provincia sia una cosa onorevole) al dottor Squadrito.

Si tratta di un alto dirigente del gruppo bancario Unicredit quello, per intenderci, con sede a Roma e del quale fa parte anche lo storico Banco di Sicilia (che di siciliano ha quindi ormai poco, se non gli sportelli che insistono nell’Isola e la gran parte dei propri dipendenti).

Il dottor Squadrito è stato premiato dal nostro sindaco per avere lavorato a favore del territorio cittadino durante la sua permanenza a Ragusa nel suo ruolo di capo area del Banco di Sicilia e aver creato nella nostra città la sede dell’area siciliana dell’Istituto di Credito.

Certamente si tratta di gran meriti, di cose importanti, che magari, per noi profani, si traducono in presenza di uffici e quindi di dipendenti, di economia, di flussi virtuosi, insomma, di fatti positivi. 

Ora, lo stesso scienziato Zichichi appare un premiato sulla scorta della fama, meritata quella, certamente, ma della sola fama, non per avere fatto qualcosa di diretto verso la nostra città.

Non vorremmo considerare la cittadinanza onoraria una vuota e sterile cerimonia simil-mondana per riunirsi e scambiare due parole tra persone importanti. Così facendo si rischia di inflazionare il premio, e di svuotarlo del significato che dovrebbe avere: premiare chi si è speso per la città, in maniera gratuita, al di là dei propri compiti professionali, distinguendosi per un legame gratuito col territorio eppure saldo.