“Ho chiesto al Presidente Fini di calendarizzare entro i prossimi venti giorni il voto sulla mia decadenza"
di Redazione
Modica – Pierferdinando Casini? “Deriva a sinistra”.
E lei dove sta? “Dove mi avete lasciato, al centro”.
E Berlusconi? “Sono sempre stato contro il sistema bipolare; esso crea alleanze elettorali in coalizioni disomogenee dal punto di vista politico, e perciò incapaci di governare”.
E con la Lega come la mettiamo? “I Popolari per l’Italia di domani nascono per bilanciare il peso politico della Lega, noi poniamo al centro l’identità dell’uomo e dei territori, quindi la questione meridionale”.
Un titolo di giornale ogni cinque minuti. I minuti della conferenza stampa sono quelli di un tempo di una partita di calcio, 45, ma l’on. Peppe Drago, che da qualche giorno ha dismesso la maglia dell’Udc per indossare quella della nuova formazione politica, non lascia alla zona Cesarini la domanda che tutti vogliono, ma nessuno ha il coraggio di fare: Decade o non decade dalla carica di deputato?
Gioca d’anticipo e lascia andare en passant: “Ho chiesto al Presidente della Camera, Gianranco Fini, di calendarizzare al più presto, entro i prossimi venti giorni, il voto sulla mia decadenza. Non so come andrà a finire. Sono sereno, il mio rinnovato impegno politico non è condizionato da questo”.
Franco Antoci resta con l’Udc…
“Franco Antoci è sempre stato un uomo di centrosinistra, era normale che scegliesse di restare con Casini”.
E Orazio?
“Per anni ho scelto io per Orazio Ragusa. Ora è venuto il tempo che Orazio scelga da solo. Nessuno nel mio partito è riuscito ad assurgere a un ruolo di leadership”.
Poi ammette: “Le vicende giudiziarie mi hanno tenuto lontano dall’agone politico nell’ultimo anno e mezzo, ma sono qui, per dire che ho ripreso, a tempo pieno, con dignità, a testa alta”.
Onorevole, ma voi eravate quelli contro il partito del predellino…
“Quello era un progetto di fusione a freddo voluta da Berlusconi, che non ha funzionato con An e non avrebbe funzionato con l’Udc. Oggi siamo noi, moderati dell’Udc che non si riconoscono nella deriva a sinistra di Casini che poniamo le basi per un nuovo partito, in cui interloquiamo con Berlusconi, ma alla pari”.
Ci dica qualcosa del suo amico Raffaele.
“Il governo quater è il più grande ribaltone della storia Repubblicana. Almeno governassero! neanche questo sanno fare. Hanno bloccato tutti i bandi europei a regia regionale”.
Cosa proporrete di fare a Silvio?
“Di applicare il quoziente familiare. Le famiglie monoreddito non possono essere trattate come quelle in cui più di un familiare porta a casa un profitto”.
Rimpianti?
“Casini doveva comprendere che questa era l’occasione per accostare al centrodestra: la crisi del Pdl doveva portare a un’alleanza non dico politica, ma programmatica con Berlusconi”.
Mica possiamo tornare a votare con questa legge…
“Siamo per la reintroduzione della preferenza”.
Ma chi ci viene con voi?
“Alcuni stavano alla finestra, altri non hanno condiviso la nostra scelta di andare da soli nel 2008, stiamo recuperando fasce di consenso”.
Parliamo di Piano Paesistico.
“Ma, guardate, qui nessuno ha mai parlato di modello di sviluppo, rispetto a che cosa ci confrontiamo? Qualunque scelta calata da altri, dai catanesi o da chiunque altro, si scontra con la nostra identità. L’aeroporto di Comiso non risponde a logiche ragusane, ma a logiche estranee al nostro territorio, e guarda caso non decolla”.
Ha tagliato le ali a Piero Torchi.
“No. Ho lanciato Piero Torchi, fino a sostenerlo come il sindaco più giovane di una città sopra i 30 mila abitanti.
Ho applicato piuttosto la regola di Papa Giovanni XXIII: lasciate ai giovani la libertà di sbagliare. E l’ho fatto”.
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