di Redazione
PALERMO, 1 OTT Nelle intercettazioni nell’ambito
dell’operazione antidroga “Green finger” a Palermo i trafficanti
parlavano in codice usando come unità di misura i “cavalli”. Gli
indagati spesso scommettevano su corse di trotto e avevano
escogitato i codici pensando di trarre in inganno gli
investigatori qualora fossero stati intercettati. E così i
poliziotti il 5 aprile 2016 sentivano Giuseppe Bronte che
parlava con Pasqualino Urso, entrambi arrestati, di un “cavallo”
che andava fatto riscaldare e che, in seguito a tale operazione,
sarebbe “ritornato subito”. Urso: “…Vedi che voglio un
velocista… bello veloce” e Bronte “Ah, allora lo vuoi per i
mille metri! No duemila metri” e Urso ” Velocista per duemila
metri è”.
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