Il drone può volare oltre i 18mila metri per più di 32 ore.
di Redazione
Lentini, Siracusa – Non è di certo la prima missione. E non sarà l’ultima. Mentre in Italia si dibatte – e la discussione è arrivata ieri alla Camera con l’informativa di Crosetto – sull’uso delle basi Usa in Italia, da Sigonella nelle scorse ore è decollato un velivolo senza pilota per una missione ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) nel golfo Persico, proprio sopra l’isola di Kharg. Poco più tardi colpita dai raid Usa.
L’analisi è di Itamilradar, che ha ricostruito il viaggio del Northrop Grumman MQ-4C Triton della Marina Usa, un drone Hale (la sigla di High Altitude Long Endurance, può volare oltre i 18mila metri per più di 32 ore) progettato per la sorveglianza marittima a lunghissimo raggio. Il velivolo a pilotaggio remoto è decollato dalla base di Sigonella, al centro delle polemiche politiche in Italia dopo il divieto di Crosetto agli Usa di utilizzarla per il passaggio dei bombardieri diretti in Iran per gli attacchi.
«Il Triton – spiega Itamilradar – ha completato un lungo viaggio ad alta quota: ha attraversato il Mediterraneo orientale, ha sorvolato lo spazio aereo egiziano e il Mar Rosso, poi ha attraversato l’Arabia Saudita prima di entrare finalmente nello spazio aereo internazionale sul Golfo Persico».
Una volta arrivato a destinazione, il drone Usa ha iniziato a tracciare una serie di orbite strette e prolungate al largo della costa dell’isola di Kharg, di fronte alla città costiera iraniana di Bushehr.
Kharg è ormai nota per essere l’isola attraverso la quale passa gran parte del petrolio esportato dall’Iran verso il resto del mondo. Uno snodo cruciale che infatti è finito al centro delle minacce di Trump, che ha pensato anche a un’invasione prima di raggiungere un accordo di cessate il fuoco di due settimane.
Il Triton è in grado di raccogliere segnali radar, intercettare comunicazioni e monitorare vaste aree marittime e costiere. E la missione nasce proprio per non lasciarsi sfuggire le mosse di Teheran, dalle manovre navali delle motovedette d’attacco rapido dei Pasdaran al posizionamento delle batterie missilistiche costiere e delle difese aeree.
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