Attualità
|
15/07/2008 11:34

E l’on. Digiacomo replica a Di Stallo

di Redazione

Immediata la replica del coordinatore del Pd, onorevole Digiacomo, alle accuse lanciate dal suo vice Tuccio Di Stallo. Scrive Pippo Digiacomo: “In tutta questa ridda di disponibilità alle dimissioni (a livello regionale, provinciale, locale, etc.) l’unico a rassegnare in tempi non sospetti le proprie dimissioni è stato il sottoscritto. Ancora attendo una proposta condivisa di una personalità che possa traghettare il partito al prossimo congresso e, contemporaneamente, radicarlo insieme con il gruppo dirigente come presenza autorevole nello scenario politico ibleo. Penso che non sia politicamente morale cumulare cariche: in dieci anni da sindaco della mia città, nel mio partito, ne ho dato esempio, criticando chi, dichiara Pippo Digiacomo, pur ricoprendo prestigiose cariche istituzionali, si candidava anche a segretario provinciale dei partito. Se alla fine dell’anno scorso ho accettato di essere eletto prima segretario dei Ds e poi coordinatore provinciale del Partito Democratico, è stato perché mi trovavo a qualche mese dalla fine del mio mandato di sindaco e nessuno avrebbe mai immaginato il terremoto politico-elettorale delle settimane successive che avrebbe portato alla mia elezione a parlamentare regionale. A questo proposito, scrive Digiacomo, credo di avere dato, insieme a tutti gli altri candidati e al partito della provincia di Ragusa, un discreto apporto alla lista del PD, tale da consentire, grazie anche al meccanismo della legge regionale, l’agevole elezione del secondo parlamentare; anzi, si poteva eleggere anche il terzo, se non avessimo dovuto dare legittima ospitalità ad autorevoli autocandidature e candidature come quelle di Tommaso Fonte e Tonino Solarino nella lista Anna Finocchiaro, dove abbiamo altresì registrato, continua Pippo Digiaciomo, un’eccellente performance del candidato di Modica Giovanni Giurdanella che, a mio parere, con quel successo pose le precondizioni per la grande vittoria amministrativa registrata dal PD e da Antonello Buscema nel suo comune lo scorso giugno. Per quanto riguarda l’opportunità di presentare o meno la seconda lista, i candidati, dichiara Digiacomo, erano pienamente consapevoli della presciente debolezza complessiva della lista Anna Finocchiaro nelle altre provincie siciliane. Ed erano altresì consapevoli che in alcune di queste province la lista non sarebbe stata presentata. Penso che essendo già da mesi in campagna elettorale ed avendo condizionato per mesi la predisposizione delle liste non dando mai disponibilità ad essere inseriti in quella del Partito Democratico (dove si registrava la presenza del sottoscritto), a quel punto abbiano valutato -continua Digiacomo- di non avere altra scelta se non quella di candidarsi e sperare che la lista superasse comunque la soglia di sbarramento regionale. Infine, devo manifestare un mio naturale imbarazzo d’interlocuzione nei confronti di chi parla, pontifica, sentenzia, traccia linee di sviluppo, senza essersi mai confrontato con l’elettorato e senza avere dimostrato particolari doti organizzative, capacità di lavoro, originalità di pensiero o di elaborazione politico-ideologica. Oppure verso chi- dichiara Digiacomo- nelle sedi di partito opportune illumina la platea o con la propria assenza o con il silenzio, previo poi cercare canali di facile visibilità offrendo come obolo la serietà del partito e delle proprie sedi istituzionali in cui dovrebbe svolgersi il dibattito politico, per quanto aspro questo possa essere. Concordo sul fatto, conclude Pippo Digiacomo nella nota di replica a Di Stallo, che l’onorevole Zago sia tra le personalità politiche più importanti del Partito Democratico, proprio per le sue indiscusse doti di uomo politico serio, esperiente, autorevole. Per quanto mi riguarda, termina Pippo Digiacomo, quale che sia la mia veste istituzionale, profonderò sempre e continuamente ogni impegno per fare crescere il Partito Democratico nell’ambizioso obiettivo di farlo diventare punto di riferimento della vita politica iblea, oppressa da un centrodestra tanto arrogante nei territori quanto servile nella difesa della provincia di Ragusa e dei suoi interessi: così alla Provincia Regionale, come a Palermo come a Roma. Dove, al di là di un ridicolo gioco delle parti in cui si vorrebbe essere governo e nello stesso tempo opposizione, si stanno distruggendo la sanità, le infrastrutture, la viabilità e il sostegno alle imprese del mezzogiorno nonostante il grande successo elettorale che al centrodestra ha tributato l’elettorato siciliano nella scorsa primavera”.