Da tempo lottava contro una grave malattia.
di Redazione
Roma – David Riondino si è spento questa mattina, domenica 29 marzo, nella sua casa romana. L’attore e musicista toscano da qualche anno lottava contro una grave malattia. La sua ultima iniziativa, rimasta incompiuta, è la Scuola dei Giullari, un centro di formazione diffuso dedicato alla composizione di canzoni, fra tradizione della poesia orale ed eccellenze contemporanee.
Nato il 10 giugno 1952 a Firenze, attivo dagli anni Settanta, ha firmato brani celebri come «Maracaibo», pubblicato album e portato spettacoli che intrecciano poesia, satira e tradizione popolare. Ha lavorato in radio, per la televisione e al cinema, ha collaborato con artisti come Dario Vergassola, Sabina Guzzanti e Stefano Bollani.
Tra il dicembre 1978 e il gennaio 1979 ha l’occasione unica di aprire i concerti nella tournée di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi (Patrick Djivas e Franz Di Cioccio avevano suonato nell’album d’esordio appena uscito).
I funerali martedì a Roma
Riondio era nato a Firenze nel 1952. A darne l’annuncio su Facebook è l’amica Chiara Rapaccini, artista, illustratrice e designer. I funerali saranno celebrati martedì alle 11 a Roma, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.
“È morto David Riondino. Eccolo in una foto con i miei amici fiorentini. Ci sono anch’io”, si legge nel post di Chiara Rapaccini. “David aveva fondato a Firenze un gruppo rock che si chiamava “Victor Jara” (cantautore cileno assassinato, sostenitore di Allende). Eravamo tutti “compagni”, allora, di vita e politica. Cantavamo e suonavamo nelle case del popolo, alle feste dell’unità. David era il nostro capo visionario. Visionari lo eravamo Un po’ tutti. Lo erano anche Sergio Staino e Bruna sua moglie. Ieri alla manifestazione di Roma, erano tutti visionari, questo ho pensato. Ehi David, ma che facciamo senza te? Che facciamo? Martedì lo accompagniamo alle 11, chiesa degli artisti. Roma. Piazza del popolo”, conclude l’amica, firmandosi ‘Rap’.
Cantante, scrittore, drammaturgo, attore, regista, negli anni ’80 Riondino ha collabora come verseggiatore satirico con varie riviste storiche di satira e controcultura, tra cui Tango, Cuore. Ma anche Comix e Linus: negli anni 90 e nel nuovo secolo con Il Male di Vincino e Vauro, e l’Unità di Staino.
Negli anni 70, con il Collettivo Victor Jara, ha inciso due dischi per i circoli Ottobre: “Collettivo Victor Jara” e “Non vi mettete a Spingere”. Dagli anni ’80 ha pubblicato altre canzoni in dischi come “Boulevard”, “Tango dei Miracoli”, con illustrazioni di Milo Manara. Sua è la canzone “Maracaibo”, interpretata da Lu Colombo, diventata una hit nel 1981. Nel 1987, con Paolo Rossi, ha messo in scena “Chiamatemi Kowalski” e poi “La commedia da due lire”.
Ha collaborato negli anni successivi, in cinema e teatro, con Sabina Guzzanti. Nel 1997 ha iniziato anche un lungo e proficuo sodalizio con Dario Vergassola, portando a teatro vari lavori, tra cui “I Cavalieri del Tornio”, un recital per due chitarre, “Todos Caballeros”.
Ha ideato il festival “Il giardino della poesia”, a San Mauro Pascoli, luogo natale del poeta, presentando cicli di “letture illustrate” su D’Annunzio, Scotellaro, Ovidio, Kazanzakis. Canzoni e poesie sono diventate negli anni anche spettacoli teatrali: “Racconti Picareschi”, “Fermata provvisoria”, “Bocca baciata non perde ventura” (canzoni e novelle da Boccaccio). Il Bolero come terapia, dove canta Boleros da lui tradotti e commentati per la radio Svizzera in una omonima trasmissione.
Tra le sue intepretazioni per il cinema, “Maledetti vi amerò” di Giordana, “La notte di San Lorenzo” dei Taviani, “Kamikazen” di Salvatores, “Cavalli si nasce” di Staino. Ha firmato come regista il film “Cuba Libre, velocipedi ai Tropici” nel 1997, e diversi documentari sugli improvvisatori in versi della isola di Cuba.
Il suo nome è legato anche alla tv e ai personaggi strampalati che ha inventato, come Joao Mesquinho, lo strano “cantautore brasiliano”, ospite del Maurizio Costanzo Show. Nel 1995 ha condotto con Daria Bignardi “A tutto volume”, programma di libri. Ha partecipato anche a numerose edizioni di Quelli che il calcio.
Ha pubblicato per Feltrinelli “Rombi e Milonghe” e per Nottetempo “Sgurz”. Nel 2016 per Magazzini Salani “Il Trombettiere”, poemetto corredato da cento illustrazioni di Milo Manara. Nel 2019 ha pubblicato tra l’altro per Castelvecchi “Sussidiario”, che raccoglie molti dei suoi scritti satirici in versi.
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