Aveva 62 anni
di Redazione
Vittoria – E’ morto Giovanni Guarascio, il muratore vittoriese di 64 anni che il 14 maggio scorso si era dato fuoco, cospargendosi il corpo con la benzina, per impedire lo sfratto della sua casa a Vittoria nel ragusano. Guarascio era ricoverato da martedì scorso all’ospedale “Cannizzaro” di Catania per le gravissime ustioni. E’ deceduto per un arresto cardiocircolatorio alle 6.30. Aveva riportato ustioni di primo e secondo grado su tutto il corpo. Rimangono ricoverati la moglie, Giorgia Famà, e l’agente di Polizia, Antonio Terranova, che era intervenuto per soccorrere il muratore disoccupato.
La sua casa era stata messa all’asta per un vecchio debito con una banca ragusana. Le sue condizioni erano apparse subito gravi ai sanitari dell’Ospedale di Vittoria, dove era stato ricoverato dopo essersi dato fuoco. Per questo era stato deciso il trasferimento nella divisione grandi ustionati dell’Ospedale “Cannizzaro” di Catania dove i medici non avevano sciolto la prognosi. Nei giorni scorsi la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta, con indagati, sul procedimento che ha portato al pignoramento e alla vendita della casa. Il reato ipotizzato, dal procuratore capo Carmelo Petralia e dal sostituto Federica Messina, è di turbativa d’asta. Sono due i tronconi dell’ inchiesta: uno riguarda l’aggiudicazione della casa all’asta, e l’altro la storia e l’evoluzione del rapporto debitorio bancario e dell’esecuzione immobiliare. In merito a quest’ultimo fascicolo la guardia di finanza del comando provinciale di Siracusa ha acquisito, atti su disposizione della magistratura.
Nel centro Grandi Ustioni è ancora ricoverata la moglie, Giorgia Famà. La donna ha ustioni di secondo e terzo grado sul 20% del corpo, in particolare su viso, collo e torace, con lesioni meno gravi a mani e avambraccia. Nello stesso ospedale è ricoverato il poliziotto Antonio Terranova, che ha ustioni di terzo grado sul 30% della superficie corporea, soprattutto a viso, braccia e orecchio sinistro. Le condizioni dei due rimangono stazionarie. Entrambi hanno ricevuto medicazioni avanzate per la copertura delle ustioni e a partire dalla prossima settimana saranno sottoposti a interventi ricostruttivi tramite autoinnesti di cute. I medici scioglieranno la prognosi dei due pazienti solamente dopo il completamento degli interventi chirurgici.
La figlia: “Assassini sono fuori, ora giustizia”
“Faceva di tutto, faceva qualunque lavoro per portare il necessario a casa per la sua famiglia. Dentro di me sento tanta rabbia e tanto dolore perche’ gli assassini sono fuori. Voglio giustizia”. Lo afferma Martina Guarascio, figlia di Giovanni.
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