Aveva 85 anni
di Redazione
Milano – Ugo Caruso, pittore sciclitano, da anni residente a Milano, è morto nei giorni scorsi, ma la notizia si è appresa solo in queste ore.
Legato alla Fornace Penna di contrada Pisciotto (Caruso ha casa a Sampieri all’ombra della Fornace), è stato tra i rifondatori del movimento culturale Vitaliano Brancati nel 1980.
Sue alcune lunette sovraporta di palazzo Spadaro a Scicli, che ritraggono l’antica fabbrica di laterizi sampierese.
Tra i pittori del Gruppo di Scicli è stato il più originale.
Ugo Caruso nasce a Scicli nel 1926. Trascorre i primi anni della sua vita in Libia a causa dell’antifascismo del padre. Dopo aver completato il liceo artistico a Roma, studia per due anni presso la Facoltà di Architettura.
Si accosta alla pittura grazie all’amore che per essa aveva suo fratello Ignazio ed apprezza notevolmente l’opera di Paul Cezanne.
Dopo una prima esperienza l’esposizione avvenuta nel finire degli anni ’60, l’artista preferisce allontanarsi dai vincoli economici e dalle esigenze di mercato per dedicarsi all’insegnamento e agli studi personali. Alla fine degli anni ’60 l’artista ha raggiunto una nuova fase espressiva che lo porta ad una nuova visione dello spazio urbano, una sorta di sperimentazione che riguarda anche il tema natura-territorio.
Caruso è affascinato dal realismo esistenziale, da Guttuso, Picasso, dall’espressionismo tedesco e dal realismo storico, ma è soprattutto grazie alla rappresentazione degli elementi “poveri” dell’ambiente che lo circonda che egli raggiunge il suo tocco caratteristico. In effetti, Caruso è affascinato dal territorio che lo circonda, dalla sua Scicli, un territorio che egli vuole rappresentare analizzando e raffigurando gli aspetti minori come i recinti e le cisterne, caratteri che tanto contribuiscono a dare un significato al territorio che l’artista tanto ha amato.
In apertura, una rara foto di Ugo Caruso.
In basso un ritratto che lo stesso ha dedicato a Tano Mormina

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