Il ricordo della figura di intellettuale
di Saro Distefano
Ragusa – Il 29 maggio scorso, un mese dopo aver compiuto 83 anni, è morto l’architetto Giovanni Cintolo. Universalmente conosciuto come “Ninì”, il professionista ragusano è stato per decenni un assoluto punto di riferimento per l’ambiente intellettuale ragusano.
Laureato in architettura, Cintolo era organico al gruppo di suoi colleghi che negli anni ’50 e ’60 letteralmente rivoluzionarono il concetto di costruzione (ma anche di arredo d’interni) nell’area iblea. Con i comisani Diana, La Ferla e Mancini, con suo zio il professore Giovanni Biazzo, Cintolo prese a progettare e costruire edifici che ancora adesso – dopo oltre quaranta anni – sono assolutamente all’avanguardia. Emblematico il caso delle case di residenza dello stesso Cintolo. La celebre villa sulla costa di Caucana, un cubo in cemento semisommerso e oggetto di tanti studi nelle migliori riviste di architettura, e dello stesso palazzo di via Giovanni Grasso dove vive tuttora la famiglia dell’architetto Cintolo. Un palazzo che è apparso decine di volte su altrettante riviste di architettura (fino a circa un anno fa, e si pensi che il palazzo è stato costruito nel 1969, una equipe universitaria venne a fotografare il palazzo di Cintolo per uno studio sulla moderna architettura italiana) e che quando venne costruito lasciò letteralmente a bocca aperta tutti quei ragusani ancora legati al concetto di casa intesa come scatoletta di pilastri e mattoni forati.
A vivere nel bellissimo palazzo disegnato da Ninì Cintolo furono sostanzialmente quasi tutti i suoi amici di infanzia (i Minardi, i Vacirca, gli Scrofani), che vollero seguire il loro amico e in un certo senso coraggiosi ad abitare appartamenti col cemento a vista e tanto acciaio e vetro, una sorta di azzardo che però li vide premiati per la scelta, poi copiata da tutti gli architetti nei quaranta anni successivi.
Ninì Cintolo è stato anche autore di svariate pubblicazioni di stampo ambientalista, insieme a centinaia di articoli ed interviste. L’ambientalismo che Cintolo scopriva insieme all’ingegnere Cesare Zipelli già nel 1964, quando fondarono la sezione di Ragusa di Italia Nostra, protagonista di tantissime battaglie contro la speculazione, l’inquinamento, l’abbandono del territorio ibleo.
Nel computer di Ninì Cintolo è attualmente un ponderoso volume che traccia la vicenda urbanistica della città di Ragusa. Il libro è praticamente già pronto. Adesso spetta ai figli Gianfilippo, Rosaura e Roberto darlo alle stampe, per ricordare nel migliore dei modi loro padre, il grande architetto Giovanni Cintolo.
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