Aggregazione. Per aprire le prigioni della mente. A Scicli è possibile?
di Lettera firmata
Scicli – Chi ha avuto formazione universitaria negli anni Settanta in città a nord di Roma, si sarà incontrato con i movimenti antagonisti. Movimento studentesco, Lotta Continua, Potere Operaio, Avanguardia Operaia, movimenti dell’estrema sinistra extraparlamentare composta da giovani (studenti e operai insieme) che volevano distanziarsi dalla sinistra borghese e parlamentare del PCI.
Come luoghi di aggregazione ed organizzazione – oltre le piazze, le facoltà universitarie, le strade – in presenza di carenze economiche e nelle necessità di procurarsi uno spazio sufficientemente ampio per il movimento, venivano occupati immobili abbandonati. L’occupazione di un immobile altrui è operazione illegale, però il resistere allo sgombero forzato è durato anche decenni.
La tolleranza all’occupazione credo si possa riferire alla rivitalizzazione nell’uso e la sospensione del degrado, all’interazione spesso fattiva con la popolazione dell’intorno.
Le attività aggregative – spesso aperte al quartiere – sono alla base dell’iniziativa di una occupazione autogestita. Occupazione senza scopo di lucro, senza fini commerciali, spesso senza mire partitiche. In questi spazi: dibattiti sulla condizione giovanile, happening, concerti, assemblee, ed anche abitazioni. Attività che vedono i giovani culturalmente vivi e attivi produttori della loro stessa espressione creativa. Molti giovani artisti hanno mosso i primi passi proprio partendo dai centro sociali.
Non come i giovani delle spiagge passivi a contorcersi davanti agli altoparlanti di una musica ossessiva assordante sempre uguale: … zumpa…zumpa…zumpa, in preda ad esagerazioni e disturbi notevoli.
Un rudere nuovissimo da anni sta a fare ombra a se stesso scarfandosi al sole e sciogliendosi nella pioggia. Se i giovani locali avessero migliori possibilità di organizzarsi, di avere il coraggio delle proprie aspirazioni, la volontà ferma di perseguire un desiderio, un sogno spesso di impegno e di cultura: quel rudere nuovissimo che aspetta da anni un senso, potrebbe essere riadattato, rivitalizzato!
Però l’attuazione di un simile progetto, necessita capacità nello stare insieme con tolleranza nella condivisione, abbandonando l’indolenza da sempre prigione dei cervelli, bonomia, pensiero positivo e nessuna arroganza!
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