Naso all’insù. Mercoledì 12 agosto è da tempo segnato sul calendario con il giorno delle eclissi totale, uno dei fenomeni astronomici più importanti degli ultimi anni. Purtroppo in Italia, però, la Luna riuscirà a coprire solo parzialmente il disco solare, con un’eclissi particolarmente profonda nelle regioni del Nord-Ovest e in Sardegna. Sarà, invece, totale lungo la stretta fascia che attraversa Groelandia, Islanda, Russia settentrionale, Spagna e una piccola parte del Portogallo.
Cosa è un’eclissi solare?
Si parla di eclissi solare quando la Luna passa tra la Terra e il Sole e, vista dal nostro pianeta, nasconde una parte o l’intero disco. Essendo l’orbita lunare inclinata rispetto al piano sul quale la Terra gira intorno al Sole, serve un allineamento sufficientemente preciso dei tre corpi celesti.
L’ombra prodotta dalla Luna può essere divisa in due zone. Chi si trova nella stretta fascia attraversata dall’ombra più scura, chiamata umbra, vede il Sole scomparire completamente e assiste all’eclissi totale. Nella zona interessanta dalla penombra, che è molto più ampia, soltanto una parte del Sole viene nascosta. È ciò che succederà in Italia il 12 agosto.
A che ora inizia l’eclissi in Italia?
Non esiste un unico orario valido per tutta Italia. Il primo contatto tra Luna e Sole avverrà nelle diverse località attorno alle 19.30, con alcuni minuti di differenza, mentre nelle zone settentrionali il momento di maggiore oscuramento arriverà generalmente poco dopo le 20.20. A Milano, per esempio, la NASA indica l’inizio alle 19.27 e il massimo alle 20.20, quando sarà coperto circa il 92% del disco solare. Il Sole tramonterà alle 20.35 mentre l’eclissi sarà ancora in corso.
Ed è proprio il tramonto a rendere particolare, ma anche più complicata, questa eclissi. Nel Centro-Sud il massimo astronomico si verificherà in molte località quando il Sole sarà già tramontato. Questo non significa necessariamente che non si vedrà nulla: sarà possibile seguire la prima parte del fenomeno, ma non raggiungere la percentuale teorica di oscuramento indicata per la località. Le mappe dell’Inaf mostrano infatti la situazione alle 19.30, alle 19.50 e alle 20.20 proprio per tenere conto della progressiva scomparsa del Sole dietro l’orizzonte.
Dove si vedrà meglio in Italia?
Per l’eclissi del 12 agosto l’Italia sarà divisa quasi diagonalmente: l’oscuramento aumenterà andando da sud-est verso nord-ovest. Secondo i calcoli dell’Inaf si passerà da circa il 18% della Calabria a oltre il 93% tra Piemonte e Liguria, con punte attorno al 95% nel Ponente ligure e nella Sardegna nord-occidentale.
Le regioni complessivamente più favorite saranno quindi Piemonte, Liguria, Lombardia, Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. Ma la percentuale di oscuramento non basta per scegliere il posto: proprio nel Nord-Ovest il Sole sarà bassissimo e montagne, colline, palazzi o alberi potranno farlo sparire prima del momento più spettacolare.
Tra le zone potenzialmente migliori ci sono quindi il Ponente ligure e le aree costiere aperte verso il mare, la Sardegna occidentale e soprattutto nord-occidentale, le zone della Pianura Padana con l’orizzonte libero verso ovest-nord-ovest e diversi tratti della costa toscana. Anche una terrazza, un campo o un punto panoramico cittadino possono funzionare meglio di una vetta se non hanno ostacoli nella direzione del tramonto.
Più complicata è invece la situazione nelle vallate alpine e appenniniche. Una località può trovarsi sulla carta in una delle zone con maggiore oscuramento ma perdere il Sole dietro una montagna diversi minuti prima del tramonto astronomico. L’Inaf segnala proprio questo paradosso: dove l’eclissi sarà più profonda, spesso sarà anche più difficile osservarla.
Come guardare l’eclissi senza rischiare gli occhi
In Italia non si raggiungerà mai la totalità. Significa che non ci sarà alcun momento nel quale sarà sicuro guardare direttamente il Sole a occhio nudo. Per tutta la durata dell’eclissi bisogna utilizzare occhiali o visori solari specifici conformi allo standard internazionale ISO 12312-2. I normali occhiali da sole, anche molto scuri, non proteggono adeguatamente gli occhi.
Attenzione anche a smartphone, macchine fotografiche, binocoli e telescopi. Non è sufficiente indossare gli occhiali per eclissi e poi guardare attraverso uno strumento ottico: lenti e obiettivi concentrano la radiazione solare e richiedono filtri specifici montati davanti all’ottica.
Chi non ha gli occhiali può ricorrere all’osservazione indiretta. Un piccolo foro praticato su un cartoncino può proiettare l’immagine del Sole su un’altra superficie; anche i piccoli spazi tra le foglie degli alberi funzionano come minuscole camere oscure e durante l’eclissi possono proiettare sul terreno decine di piccoli soli a forma di falce.
Gli esperti di Baviera clinica oculsitica, uno dei principali gruppi oculistici europei, ricordano che «ammirarla direttamente senza la protezione adeguata può provocare lesioni molto gravi agli occhi». Anche se durante l’ eclissi il sole si oscura, avvertono, in realtà «la radiazione ultravioletta, quella infrarossa e la luce visibile ad alta intensità, continuano a raggiungere la retina e possono danneggiarla in modo irreversibile». «La retina – spiegano gli specialisti – è una struttura estremamente sensibile situata nella parte posteriore dell’occhio, che ha il compito di trasformare la luce in segnali nervosi che il cervello poi interpreta come immagini; la sua esposizione diretta alla radiazione solare può provocare danni gravi e irreversibili. Durante un’eclissi , la luminosità ambientale presentata può generare una falsa sensazione di sicurezza che porta molte persone a guardare il sole più a lungo del dovuto, cosa che aumenta il rischio di soffrire di una lesione nota come ‘retinopatia solare’, in cui le cellule responsabili della visione centrale vengono colpite in modo permanente. Uno degli aspetti più pericolosi è che questo tipo di danno di solito non produce dolore nel momento in cui si verifica, poiché la retina non dispone di recettori in grado di avvertire il problema, per cui una persona rischia di arrecare danno alla propria vista in modo inconsapevole. Anche esposizioni brevi possono essere sufficienti a provocare alterazioni visive importanti, soprattutto se si utilizzano strumenti ottici senza filtri adeguati o metodi di osservazione non omologati». «Gli effetti di un’esposizione inadeguata a un’eclissi possono non comparire nell’immediato – sottolineano gli esperti – poiché in molti casi i primi sintomi insorgono diverse ore dopo l’osservazione. Tra i segni più comuni ci sono la visione offuscata, la difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, la comparsa di un punto scuro o di una macchia fissa al centro del campo visivo, la distorsione delle linee rette e l’alterazione nella percezione dei colori, tutti indicativi di un possibile coinvolgimento della macula, la zona centrale della retina. Se uno qualsiasi di questi sintomi si confronta dopo aver osservato l’ eclissi, è fondamentale evitare di sforzare la vista e recarsi il prima possibile da uno specialista per effettuare un esame completo. Sebbene non sia sempre possibile ripristinare completamente il danno, in caso di retinopatia solare una valutazione precoce consente di confermare la diagnosi, escludere altre patologie e stabilire un follow-up adeguato che contribuisca a proteggere la salute visiva a lungo termine».
Affinché non si verifichi nessuna di queste conseguenze, è fondamentale adottare sempre misure di protezione adeguate. Per questo, Baviera clinica oculistica propone alcune raccomandazioni per ammirare l’ eclissi in tutta sicurezza senza mettere a rischio la salute oculare e riducendo al minimo qualsiasi possibilità di danno irreversibile alla retina:
Utilizzare esclusivamente occhiali omologati per eclissi . «Il primo consiglio e il più importante è di usare esclusivamente occhiali progettati per l’osservazione delle eclissi solari che rispettino la norma internazionale Iso 12312-2. Questi occhiali incorporano filtri speciali in grado di bloccare praticamente tutta la radiazione solare dannosa, permettendo di contemplare il fenomeno senza che la retina riceva una quantità pericolosa di energia. Prima di utilizzarli è opportuno verificare che non siano graffiati, perforati o deteriorati, poiché qualsiasi difetto può ridurne l’efficacia. Se una persona decide di osservare l’ eclissi senza questo tipo di protezione o utilizza occhiali non omologati, la radiazione può penetrare direttamente all’interno dell’occhio e produrre lesioni permanenti alla retina»;
Non utilizzare occhiali da sole né metodi casalinghi. «Gli occhiali da sole convenzionali, indipendentemente da quanto siano scuri, non offrono la protezione necessaria per osservare un’eclissi solare. Allo stesso modo, non sono sicuri nemmeno i vetri affumicati, le radiografie, i negativi fotografici, i compact disc, i filtri improvvisati o qualsiasi altro metodo casalingo tradizionalmente utilizzato per tentare di guardare il sole. Nessuno di questi elementi blocca la radiazione nociva in modo adeguato. Utilizzare uno qualsiasi di questi metodi può generare una falsa sensazione di sicurezza e far sì che la persona mantenga lo sguardo fisso sul sole per più tempo. Ciò aumenta considerevolmente il rischio di subire ustioni alla retina e danni permanenti alla vista, che in alcuni casi possono impedire di recuperare completamente la capacità visiva»;
Non osservare l’ eclissicon binocoli, telescopi o fotocamere prive di filtri speciali. «Gli strumenti ottici concentrano un’enorme quantità di luce ed energia solare su un punto molto piccolo, per cui devono essere utilizzati solo se dotati di filtri solari specificamente progettati a tale scopo e correttamente posizionati nella parte frontale dell’apparecchio. Anche le macchine fotografiche oi telefoni cellulari possono risultare pericolosi quando vengono utilizzati per guardare direttamente il sole senza la protezione adeguata. Se si impiegano questi dispositivi senza filtri omologati, la quantità di radiazione che raggiunge la retina aumenta in modo molto significativo e il danno oculare può verificarsi quasi immediatamente. Inoltre, la stessa apparecchiatura può subire danni a causa dell’intensa radiazione solare».
Sorvegliare sempre i bambini durante l’osservazione dell’eclissi . «I bambini provano una grande curiosità per questo tipo di fenomeni astronomici e, in molti casi, non sono pienamente consapevoli del pericolo che si comporta guardare direttamente il sole. Per questo è fondamentale che un adulto supervisioni in ogni momento l’osservazione dell’eclissi , spieghi come utilizzare correttamente gli occhiali omologati e impedisce che li tolgano mentre stanno guardando il fenomeno. Se i minori osservano l’ eclissi senza supervisione, esiste un maggior rischio che rimuovano la protezione per qualche secondo o guardino direttamente il sole per curiosità. Un’esposizione molto breve può essere sufficiente a produrre lesioni irreversibili alla retina, compromettendo la loro vista per il resto della vita»;
Scegliere metodi di osservazione indiretta. «Uno dei modi più sicuri per godersi un’eclissi consiste nell’utilizzare sistemi di proiezione indiretta, come le camere oscure oi proiettori stenopeici, che permettono di osservare l’immagine del sole senza la necessità di guardarlo direttamente. È inoltre consigliabile, se possibile, recarsi presso osservatori astronomici o partecipare ad attività organizzate da associazioni specializzate, dove sono generalmente disponibili attrezzature omologate e personale qualificato per garantire un’osservazione completamente sicura. Non seguire questa raccomandazione e optare per guardare direttamente il sole aumenta considerevolmente le possibilità di subire lesioni oculari. I metodi indiretti eliminano praticamente qualsiasi rischio per la retina e permettono di godersi il fenomeno in totale tranquillità e rappresentano quindi un’alternativa particolarmente valida per le famiglie e le persone che non dispongono di occhiali omologati».
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