Attualità
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30/08/2007 09:03

Ecocompatibilità, l’Istat boccia Ragusa

di Redazione

Anche l’Istat (Istituto nazionale di statistica) condanna Ragusa. Nella classifica sull’eco-compatibilità dei capoluoghi di provincia, Ragusa si piazza al 105. posto su 111 centri censiti. In Sicilia solo Catania riesce a ottenere risultati peggiori. Ragusa migliora di una posizione rispetto all’anno precedente (era 106.) ma i principali indicatori non lasciano sperare nulla di buono. A evitare alla nostra città di sprofondare oltre contribuiscono soprattutto i consumi ridotti di gas metano e ciò lo si deve soprattutto alla sua posizione geografica (inverni miti e minore uso dei riscaldamenti) e ai ritardi con i quali la concessionaria del metano sta procedendo agli allacci. A Ragusa lo scorso anno si sono consumati 174 metri cubi di gas pe abitante contro i 402 della media nazionale.
La classifica prende in considerazione tutti i principali indicatori di cause generatrici di pressione ambientale (popolazione, rifiuti, acqua, rumore, trasporti, consumi energetici, inquinamento dell’aria) e delle eventuali risposte da parte delle autorità (adozione di piani del traffico, piani energetici, mappatura del rumore, iniziative a favore della raccolta differenziata dei rifiuti).
Su alcuni degli aspetti esaminati dalla ricerca, la nostra città non è stata presa in considerazione per l’impossibilità di attingere a dati scientifici. L’assenza delle centraline per il monitaraggio dell’aria e dell’inquinamento acustico, ad esempio, ha impedito di rilevare i dati sulla presenza di polveri sottili e sull’impatto del rumore.
Altri parametri sull’inquinamento acustico e ambientale ci penalizzano, però, non poco. Il trasporto urbano continua infatti a rappresentare la meno praticata delle alternative relative alla mobilità urbana. Ragusa ha confermato nel 2006 lo stesso magro risultato dell’anno precedente: 5.9 corse su mezzo pubblico per abitante ogni anno. In questa speciale classifica siamo 106. in Italia e ultimi in Sicilia. Ribaltando la classifica, Ragusa si trova al quinto posto in Italia per numero di autovetture ogni mille abitanti (683). Ai mezzi a motore circolanti occorre aggiungere anche 108 motocicli ogni mille abitanti. Si tratta di dati che lasciano supporre un inquinamento superiore alla media delle altre città anche se la posizione collinare e la ventilazione potrebbero mitigare la concentrazione di polveri nocive e di gas inquinanti. Per redigere la classifica l’Istat ha, per il momento, assegnato a Ragusa e alle altre 14 città italiane prive di centraline un parametro uguale alla media nazionale (a differenza, ad esempio, di Legambiente che pone, nella sua ricerca sull’ecosistema urbano, queste città automaticamente all’ultimo posto della classifica di questo specifico parametro). Sempre a differenza di Legambiente, nel paragrafo relativo alla mobilità urbana, l’Istat non censisce le piste ciclabili o le aree pedonali, due parametri che, ancora una volta, avrebbero penalizzato la nostra città. L’Istat ha infatti redatto la sua classifica ponendosi come riferimento i modelli europei di ricera e attingendo a dati forniti, attraverso le risposte a un questionario, da parte degli stessi comuni.
Nessun passo avanti, nel 2006, nella raccolta differenziata dei rifiuti che resta ancorata allo stesso dato dell’anno precedente: 9.7 per cento, un riscontro assai lontano dalla media nazionale (23.7 per cento). Deve indurre alla riflessione anche il dato sulla produzione di rifiuti per abitante che si avvicina alla mezza tonnellata annua (498.2 chilogrammi), in aumento rispetto al 2005 (482) anche se ancora al di sotto della media nazionale (633 chilogrammi per abitante).
In leggero aumento la disponibilità di verde pubblico per abitante che passa da 8.2 a 8.4 metri quadrati. Si tratta di appena un fazzoletto di verde che pone comunque Ragusa nella posizione numero 87 della classifica. La media nazionale di 48.3 metri quadrati per abitante (cresciuta nell’ultimo anno dell’uno per cento) resta ancora lontana e di certo la posizione non potrà migliorare quando l’Istat inserirà i dati relativi alla trasformazione da verde agricolo ad area edificabile di quasi due milioni di metri quadrati di terreno, buona parte dei quali ricadono all’interno dell’ex parco urbano.