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A Natale no ai regali su Amazon

Le accuse al colosso americano di elusione fiscale massiccia, smaccata posizione dominante

A Natale no ai regali con Amazon

Elusione fiscale massiccia, abuso di posizione dominante, concorrenza sleale nei confronti dei negozi penalizzati dalla pandemia e condizioni di lavoro discutibili imposte talora ai propri dipendenti. Tutte accuse al gigante statunitense Amazon da parte di Paesi europei come Italia e Francia, che ora chiedono esplicitamente di boicottare il colosso americano del commercio digitale. 

La petizione francese impiega l’ironia: «Caro Babbo Natale, quest’anno ci impegniamo per un Natale senza Amazon, #NoelSansAmazon». La progressione di Amazon distrugge occupazione  nel commercio al dettaglio. Tanto che il noto economista francese Jean-Hervé Lorenzi ha ipotizzato in un libro lo smantellamento di Amazon e degli altri giganti Usa del digitale. Adesso, queste vecchie critiche sono esacerbate dal contesto della pandemia.

Da parte sua, il colosso americano non entra nel merito della polemica e resta concentrato sul business, grazie anche a una fase di mercato che resta estremamente favorevole visti i lockdown territoriali in corso. In Italia Amazon ha appena comunicato l’apertura di un nuovo centro di smistamento, basato a Tavagnacco, in provincia di Udine. Darà lavoro a oltre 100 persone.

Codacons: “Amazon danno enorme per il commercio al dettaglio”
“Qualora rimangano in vigore le restrizioni anti Covid sul fronte dei negozi, le società dell’e-commerce come Amazon otterrebbero enormi benefici, perché tutti gli acquisti degli italiani verrebbero trasferiti dai negozi fisici al web. Se da un lato i consumi e le produzioni italiane potrebbero beneficiare dello shopping online, dall’altro vi sarebbe un danno enorme per il commercio al dettaglio tradizionale e una palese lesione della concorrenza e del mercato”, si legge in un comunicato del Codacons.


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