Economia Industria alimentare

Agrumi, pecorino, cioccolata, pachino: il cibo siciliano più amato al mondo

Il segreto della riscoperta dei prodotti tipici del Sud

Agrumi, pecorino, cioccolata, pachino: il cibo siciliano più amato al mondo

 Ragusa – Sono siciliani molti prodotti alimentari Dop e Igp del Mezzogiorno, alla riscossa del mercato nazionale e internazionale. Secondo i dati di Ismea Qualivita, il comparto Sud è però sempre trainato dalla Mozzarella di Bufala Dop che - con oltre 430 milioni di euro di fatturato all’origine e un trend di crescita del +70% - è ormai stabilmente tra i primi 4 prodotti a denominazione d’origine per incassi alle spalle dei ”mostri sacri” Grana padano, Parmigiano e Prosciutto di Parma.

Ma dietro il driver principale si affaccia una gamma di prodotti tipici del Sud, in particolare della Sicilia, dalle enormi potenzialità: produzioni che hanno saputo approfittare delle relazioni virtuose instaurate tra poche industrie trainanti e piccole aziende artigianali, che hanno saputo intrecciare il loro destino a grandi industrie di produzione o distribuzione. A cominciare dall’Arancia rossa di Sicilia Igp, che alcune multinazionali hanno messo a base delle loro bevande, regalandole un’improvvisa notorietà. Pensare che un tempo erano distrutte coi cingolati nei campi.

Così anche il Limone di Siracusa Igp. Secondo l’Ismea, esempi virtuosi di emancipazione dell’imprenditoria agroalimentare sono pure il Pomodoro di Pachino Igp, il Cioccolato di Modica Igp e il Pecorino siciliano, con cui il Ragusano (foto) ha un'antica tradizione. Restando al Mezzogiorno vanno bene anche: la Cipolla di Tropea, entrata a guarnire gli hamburger Mc Donald’s; la Liquirizia calabrese, ingrediente base degli Amarelli; l’Agnello sardo; la Pasta di Gragnano e la Melannurca campana.

Capitolo vini, acquistano valore le etichette Etna Dop e Primitivo di Manduria, riuscite a portare su vasta scala bottiglie commercializzate per anni allo stato “sfuso”. “Mi aspetto un nuovo salto di qualità dall’olio extravergine - dice Mauro Rosati, direttore Qualivita -, un comparto che con le nuove Igp riconosciute in Sicilia, Calabria e Puglia forse ha trovato uno strumento più flessibile per superare i confini della nicchia”. Insomma, pare proprio che l’universo dei prodotti meridionali Dop e Igp abbia svariate frecce all’arco, tocca solo prendere bene la mira.


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