Economia Qui Sicilia

Beni confiscati alla mafia, il 55% non è utilizzato

Oltre 100 gli immobili sequestrati ai clan nel Ragusano, quasi la metà a Vittoria

Beni confiscati alla mafia, il 55% non è utilizzato

 Ragusa - In tutta la Sicilia solo il 45% dei beni confiscati alla criminalità organizzata ritorna alla comunità: la cifra fa riflettere, ed emerge dall'ultimo report dell'ufficio della Regione che controlla il tesoro sottratto ai clan di Cosa nostra. Da Ragusa a Catania, da Trapani ad Agrigento sono 802 i fabbricati e 768 i terreni inutilizzati a fronte dei rispettivi 997 e 278 adibiti ad attività sociali, rivolte alla collettività.

La relazione indica anche i motivi della sconfitta dell’antimafia: il principale è la carenza di risorse - economiche e umane - necessarie alla ristrutturazione per il loro cattivo stato (nel 36% dei casi); seguono mancata conclusione delle procedure di assegnazione (30%), occupazioni abusive di terzi senza titolo (7%), strutture in quota indivisa (5%) e avvisi pubblici andati deserti (3%).  Forze dell'ordine e magistrati continuano ogni giorno a sequestrarli alle cosche, ma lo Stato intanto non riesce a gestirli.

Tante amministrazioni sono impreparate e i finanziamenti restano nel cassetto: nella foto la mappa dei beni confiscati divisa per comuni, in quelli più scuri si arriva a decine di migliaia. La nostra provincia è tra le più chiare, sono in tutto 103: 45 nel territorio comunale di Vittoria, 19 Ragusa, 14 Acate, 11 Scicli, 6 Santa Croce Camerina,  4 Comiso, 2 Modica, uno solo a Pozzallo e Chiaramonte Gulfi e nessuno a Ispica, Monterosso Almo e Giarratana.


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