Economia Pozzallo

Caro energia, il gas siciliano potrebbe tagliare le bollette

Investire in ciò che già abbiamo, come l’impianto Vega al largo delle coste ragusane

 Pozzallo – Puntare sulla riserva di energia italiana e sull’estrazione di metano dai nostri giacimenti potrebbe essere una buona idea, da suggerire a Draghi, per abbassare le bollette di luce e gas moltiplicate dai rincari degli ultimi sei mesi. E anche per studiare toppe alla probabile emergenza energetica aggravata dalla crisi ucraina, che ha giustappunto un fronte caldo nel mar Mediterraneo. Nel canale di Sicilia, là dove – delle molte trivelle paventate l’anno scorso – alla fine è partita solo quella della piattaforma Cassiopea, nel golfo di Gela. sempre nel 2021, si era parlato pure di un raddoppio della vicina centrale Vega, al largo delle coste pozzallesi, ma non se n’è saputo più nulla.

Ci sarebbe anche il Transmed un fascio di tre tubi che arriva dall’Algeria a Mazara del Vallo, passando per la Tunisia: oggi - secondi i dati del ministero della Transizione ecologica - sono usati solo due terzi della sua capacità di trasporto, che arriva a 30 miliardi di metri cubi l’anno. Una gara servirebbe ad assegnare gli incarichi alle compagnie petrolifere che hanno i giacimenti da ripotenziare. In cambio del sacrificio di vendere a prezzo convenzionato, le compagnie potrebbero chiedere facilitazioni sui giacimenti com’è stato proprio il caso di Argo-Cassiopea, dove l’Eni sta investendo 700 milioni di euro. Una crescita graduale della capacità di estrarre carburante nazionale è preliminare alla possibilità di calmierarne i costi per famiglie e aziende.


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