Economia Occupazione

Centri per l’impiego: 0 assunti in Sicilia, e si licenziano i navigator

Il collasso dei vecchi uffici di collocamento, nessun pensionato rimpiazzato e 300 operatori a casa tra un mese e mezzo

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 Palermo - Dovevano essere assunti tutti e 11.600 entro il 2021, invece dal 2019 - quando è partito il piano straordinario per il potenziamento dei Centri per l’impiego italiani - ne sono stati inseriti solo 3.800: un terzo degli operatori previsti. Come ricostruisce il Fatto Quotidiano, nel Paese due regioni su 3 non sono nemmeno a metà strada mentre Sicilia, Calabria, Basilicata e Molise sono ferme proprio a zero. Palazzo d’Orleans deve ancora pubblicare la prima graduatoria di un concorso che si è svolto a maggio.

Non si assume, anzi il prossimo 31 ottobre sull’Isola ci si libera per sempre pure degli ex navigator, i dipendenti dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro che - in virtù di convenzioni tra Anpal - hanno affiancato finora i Cpi nella gestione delle pratiche per il reddito di cittadinanza. Sono circa 300 quelli ancora attivi nelle 9 province: la loro associazione, ANNA, ne chiede la proroga del contratto così che diano una mano anche al programma Gol, che solo con i percettori di Rdc raggiunge la metà dei beneficiari siciliani.

I confederali temono per gli obiettivi legati al Pnrr e i miliardi destinati alla Sicilia: 1,5 dalla programmazione comunitaria FSE+ e 900 milioni dal Piano di ripresa e resilienza, che prevede decine di migliaia di disoccupati presi in carico entro fine anno. Le regioni più virtuose dovranno superare la loro quota per compensare le carenze di altre: l'Ue per ora si accontenterà del dato nazionale, ma nei prossimi anni l'80% dei centri di ogni regione dovrà essere in grado di applicare i livelli essenziali di servizi.


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