Economia Il fenomeno

Covid e usura, siciliani vittime degli strozzini

Isola prima per abitanti a rischio e quarta per reati, tra quelli accertati

Covid e usura, siciliani vittime degli strozzini

 Ragusa - Quarantamila imprese e 150mila nuclei familiari siciliani a rischio usura, il 27% in più da prima della pandemia: l'Isola è al 1° posto in Italia per aziende e famiglie potenziali vittime dello strozzinaggio e al 4° per episodi di usura conclamati dopo Campania, Veneto e Puglia. Confcommercio, Cgia e Bankitalia dipingono lo stesso scenario di debiti e insolvenze, che spingono chi ha bisogno di liquidità tra le braccia di chi presta denaro al posto delle banche, con interessi che poi arrivano alla stessa vita. Tanti non si sono più ripresi dalla mazzata dal Covid: ristori e redditi di cittadinanza non sono riusciti a contenere la platea di soggetti facilmente aggredibili dalle mafie.

Eppure in termini assoluti le denunce, arrivate concretamente sul tavolo delle istituzioni, sono meno della metà del 2019. Due cifre, potenziali e assolute, che messe a confronto fanno riflettere su quanto resti ancora da scavare per far emergere i numeri reali del “pizzo”. Quelli ufficiali, infatti, non possono riferirsi che agli episodi in cui sono intervenuti i fondi di tutela dello Stato e dove la vittima - imprenditore, negoziante e talvolta pure vip in disgrazia - ha avuto il coraggio di denunciare. Il fenomeno riguarda soprattutto le province di Palermo, Catania, Trapani e Siracusa ma anche nel Ragusano quest’anno non sono mancati episodi di estorsione con violenze e minacce. 


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