Economia Roma

Crisi da Covid, slittano tasse e scadenze fiscali

Aiuti, subito 1,4 miliardi di ristori alle imprese

Crisi da Covid, slittano tasse e scadenze fiscali

Roma - Salgono da 1,4 a circa 2 miliardi le risorse a disposizione per il rafforzamento del Decreto Ristori Due, che il governo sta varando in queste ore, mentre il nuovo scostamento di bilancio utile a finanziare un ulteriore Ristori Tre già la prossima settimana dovrebbe valere circa 8 miliardi. Poi toccherà a un nuovo scostamento, "l'ultimo" dice con ottimismo il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che servirà a "concludere" la fase dell'emergenza, probabilmente con altri 15-20 miliardi.

Il testo che è entrato alle 22 alla seduta del Consiglio dei ministri prevede lo stanziamento di 1,45 miliardi per ristorare le imprese, 400 milioni per la "solidarietà alimentare" garantita sinora dai Comuni, 100 milioni "al fine di procedere all'acquisto e la distribuzione sul territorio nazionale dei farmaci per la cura dei pazienti con Covid-19". I fondi movimentati dal decreto, quindi, si aggirano attorno ai 2 miliardi.

In questo modo si va a rimpolpare il plafond per i contributi automatici a fondo perduto per le Regioni che via via si colorano di arancione e di rosso, e ad ampliare la lista degli Ateco destinatari degli aiuti, dove proprio ieri sera sono entrati i negozi di calzature. L'Agenzia delle Entrate, che sta inviando fin dai primi giorni i bonifici automatici a fondo perduto, nel frattempo ha aperto il canale per le domande che si potranno inviare fino a metà gennaio per chi non aveva chiesto aiuto in estate o non poteva perché oltre la soglia dei 5 milioni di fatturato, venuta meno con la seconda ondata della pandemia

L'iniezione di extradeficit di inizio 2021 potrebbe consentire di liberare almeno in parte i 3,8 miliardi appostati con la manovra in un apposito fondo anti-Covid, pensato per avere pronto un budget da destinare via via alle nuove esigenze delle imprese. Risorse che con il passare delle settimane (e l'inasprirsi delle misure per contenere il contagio) sono apparse presto insufficienti e che ora potrebbero essere dirottate su altre misure, da concordare in Parlamento, mentre il Fondo Covid sarebbe sostituito dall'ulteriore decreto Ristori 2021.

Spunterebbe quindi un 'tesoretto' utile a dare spazio alle modifiche parlamentari e a placare le fibrillazioni che si registrano anche nelle file della maggioranza per i tempi sempre più stretti per l'esame dei provvedimenti e le risorse irrisorie (800 milioni in tutto quelli per la legge di Bilancio) lasciate per le proposte di deputati e senatori. I tempi restano comunque strettissimi: giovedì prossimo Camera e Senato voteranno la richiesta di scostamento da 8 miliardi che, grazie al buon andamento delle entrate, potrebbe consentire comunque di rimanere entro i limiti di deficit previsti per quest'anno (10,8% del Pil).

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Subito dopo il governo varerà un altro decreto Ristori che dovrebbe prevedere anche il rinvio delle scadenze fiscali di novembre e dicembre. Il tema delle tasse è molto sentito: in Toscana 50 mila attività, fa sapere Confcommercio, sono pronte allo "sciopero fiscale" mentre le opposizioni, a partire da Forza Italia, continuano a chiedere un "semestre bianco". Il pressing per sospendere tutte le scadenze da qui a fine anno arriva anche dalla maggioranza, a partire da Italia Viva che preme anche per rinviare le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio che riprenderebbero dal 10 dicembre.

L'ipotesi sarebbe quella di rinviare il secondo acconto Irpef, Irap e Ires del 30 novembre, contributi previdenziali e ritenute fiscali del 16 dicembre e Iva il 27 dicembre per tutte le imprese che abbiano perso nel primo semestre almeno il 33% del fatturato e che fatturino fino a 50 milioni di euro. Ma in molti chiedono anche di dare nuovi fondi ai Comuni per aiutare le imprese più in difficoltà (magari con anticipi poi ripianati dallo Stato, come promesso dal premier Giuseppe Conte), mentre c'è chi guarda anche a prorogare il blocco degli sfratti.


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