Economia Il ritorno dei vitigni rari

Frappato e Cerasuolo di Vittoria, roba da cultori

I Docg regionali prediletti dagli esperti di vino, grazie anche al traino dell’e-commerce

Arianna Occhipinti

 Vittoria - Ma quale Francia e Francia, nessun paese può vantare un campionario di uve, vitigni tra autoctoni (oltre 500) e impiantati più ricco e diversificato di quello italiano. E dei relativi nettari che ne sono estratti, fin dalla Magna Grecia. Secondo un'inchiesta appena pubblicata dal Sole 24 Ore tanti vitigni storici, abbandonati o espiantati negli anni a favore di altri considerati più “di moda” o a maggior resa,  adesso stanno tornando loro, di “moda”. Da Nord a Sud, l’excursus tratta dei vini più preziosi e ricercati dai cultori: dal Nebbiolo delle Langhe all’Aglianico del Vulture, dal Biancolella di Ischia al Tintilia in Molise. Ma molto spazio è dedicato grande ricchezza ampelografica siciliana: «Dall’Etna naturalmente - scrive l’esperto Federico De Cesare Viola -, dimora del Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante, territorio protagonista della nouvelle vague della viticoltura siciliana; alla zona del ragusano, dove è protagonista il Frappato, vitigno che, insieme al Nero d’Avola (di provenienza siracusana, ndr) contribuisce all’unica Docg della regione, il Cerasuolo di Vittoria. Ma è in purezza che si possono apprezzare tutte le caratteristiche – profumi intensi e fruttati, freschezza e versatilità negli abbinamenti – di questo vitigno di cui si trovano testimonianze già nel 1600. Da non perdere quello della “natural woman” Arianna Occhipinti: è espressivo, sanguigno ed elegante, sintesi perfetta di questo spicchio di isola». L’esperienza biodinamica della giovane produttrice vittoriese (nella foto) ha riscosso molto successo negli ultimi anni, anche all’estero, sulle piazze americana e asiatica, in cui esporta anche Albanello e Zibibbo. Da bambina è dedita alla coltivazione dei suoi 25 ettari di vigneto, tra i filari e gli uliveti di contrada Fossa di Lupo. A livello nazionale sono l’export e l’e-commerce che stanno sorreggendo il comparto vitivinicolo durante l'emergenza Covid, il giro d’affari delle vendite online sfiora i 200 milioni di euro solo in Italia. 


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