Economia Agroalimentare

Ispica nel distretto "esotico" del pomodoro pachino Igp

La Sicilia “tropicale” ruba fette di mercato ai competitor esteri

Le piantagioni della società agricola Colle d’Oro, in Contrada Bufali

 Ispica - Nei primi sei mesi del 2021 l'export agroalimentare siciliano è cresciuto del 16%, per un totale di 716 milioni di euro di fatturato, e Coldiretti prevede di bissare la cifra entro l’anno. In testa alla classifica dei prodotti più venduti all'estero ci sono i frutti tropicali coltivati nell'Isola. Proprio a inizio mese abbiamo affrontato su Ragusanews il fenomeno, climatico e industriale, della rapida trasformazione di agrumeti in piantagioni esotiche in atto sull’Isola e nel territorio ibleo. Ora si raccolgono i "frutti": l'avocado nostrano, ad esempio - coltivato soprattutto nel catanese - è più richiesto di quello sudamericano sulle piazze internazionali, grazie anche al social marketing in cui tante piccole aziende del comparto si sono “scafate”.

L’aspetto singolare della ricerca è che sui mercati stranieri vengono considerati “esotici” non solo mango e papaya – che pure seminiamo – ma prodotti che per noi sono invece tradizionalissimi. Come il Passito di Pantelleria, che furoreggia in Asia, e il pomodoro di Pachino: un evergreen mondiale, coltivato nelle province di Ragusa e Siracusa. Nelle sole campagne di Pachino, Ispica, Noto e Porto Palo che rientrano nella certificazione Igp in 350 ettari se ne producono ogni anno 10 milioni di chili. "Il nostro pomodorino non passerà mai di moda - dice Sebastiano Fortunato, presidente del consorzio di tutela -. Abbiamo un appuntamento importante alla fiera Fruit Logistica di Berlino, purtroppo saltata durante la pandemia, ma contiamo di esserci a febbraio 2022".


© Riproduzione riservata