Ragusa nel segmento delle province arretrate e in declino
di Gazzettadelsud
Ragusa – Crolla la ricchezza prodotta, chiudono le imprese, cede l’occupazione. Gli indici economici relativi al 2009 tratteggiano una provincia in recessione. E le prospettive per il futuro sono ancora più preoccupanti. Uno studio commissionato da Unioncamere alla società specializzata «Clas» ci pone nel segmento delle province arretrate e in declino. Questo report prende in esame il ruolo del territorio nel contesto delle dinamiche di sviluppo. Tutti gli indicatori (produzione, relazioni, contesto) contribuiscono a inserire Ragusa nel quadrante più basso. Meno pessimista un altro studio dell’istituto «Tagliacarne» che inserisce Ragusa tra quelle “isole” non vitalissime sul piano economico, ma aiutate da pochi squilibri sociali e da una buona tenuta ambientale.
Le cifre, tra l’altro, descrivono solo quantitativamente la crisi del nostro sistema che, anche “qualitativamente” mostra la corda. La maggior parte delle imprese, infatti, non è capitalizzata in modo adeguato, stenta a trovare mercati che non siano quello locale, è penalizzata da infrastrutture che da troppi anni restano solo alla fase progettuale.
Non va meglio se si sposta l’attenzione dall’impresa alla famiglia. Tra il 2008 e il 2009, l’indice della ricchezza prodotta per abitante è sceso del 17 per cento, passando da 20 mila euro a quasi 17 mila. Dietro questo calo, oggettivamente abnorme, si nasconde probabilmente il sommerso, il lavoro nero, l’abusivismo che sfugge, ovviamente, a ogni statistica. È il risultato anche della contrazione dell’occupazione (tra il 2007 e il 2009) è scesa del tre per cento. Nello scorso anno, questo dato è stato contenuto da 980 mila ore di cassa integrazione e, nei prossimi mesi, quando questo ammortizzatore sociale andrà a scadere, si teme un vero e proprio tsunami, prima sociale e poi economico.
Tra i dati, emerge qualche voce incoraggiante. Il saldo delle imprese, nel 2009, è tornato in attivo, sono sempre più numerose le società di capitali, dal 2005 al 2008 le esportazioni verso l’estero sono aumentate del 48.1 per cento, siamo al primo posto in Italia per la ricchezza prodotta dal comparto dei servizi e all’ottavo per quanto riguarda la piccola e media impresa.
Gli slogan «Isola nell’isola» o «Modello Ragusa» paiono sempre più vuoti di significato. «Altro che isola felice. Senza infrastrutture, siamo sempre isola, ma sempre meno felice», ha commentato il segretario della Cisl, Giovanni Avola. «Non siamo più isola nell’isola, ma in linea con il Mezzogiorno. Sono molto preoccupato e perplesso» ha confessato il presidente della Camera di commercio Pippo Tumino. «Gli scricchiolii – ha aggiunto – sono diventati cedimenti, non c’è una visione d’insieme. Occorrerebbe creare sistemi anche con altre province, ma da noi ancora prevalgono steccati municipalistici, egoismi, gelosie. Occorre avviare una nuova riflessione sullo sviluppo della provincia, perché così non c’è molta speranza».
Il segretario generale della Camera di commercio, Carmelo Arezzo, commentando le proiezioni sul primo trimestre 2010, ha evidenziato fatturati ancora in calo, saldi negativi per l’occupazione (soprattutto nell’industria). «La nostra economia – ha commentato – risente dell’andamento generale. Preoccupa la qualità del sistema delle imprese dove si registra un salto all’indietro. Le piccole e medie imprese, in un momento di crisi devono associarsi per crescere e cercare la svolta. Le infrastrutture non aiutano e, così, il sistema produttivo va in affanno».
I dati su Pil e occupazione
Tra il 2007 e il 2009 si è registrato, in provincia di Ragusa, un calo del 3 per cento dei lavoratori occupati. La percentuale è molto più alta rispetto al resto della Sicilia (meno 1.3 per cento), del Mezzogiorno (meno 1.7 per cento) e del resto del Paese (meno 0.7 per cento). Questi dati non tengono conto delle quasi 980 mila ore di cassa integrazione.
Il prodotto interno lordo per abitante (ovvero la ricchezza prodotta) nel corso del 2009 ha subito un brusco calo, passando da 20 mila euro a persona a 16 mila 739 euro. Ragusa si colloca, in Italia, al 90. posto. Considerando 100 come indice della media nazionale, la nostra provincia non va oltre 69.4, il 31 per cento in meno rispetto al Paese.
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