Economia Energie alternative

Modelli di agricoltura futura contro i cambiamenti climatici

Sistemi agricoli integrati per uno sviluppo economico sostenibile

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Il piano energetico e la transizione ecologica, come sappiamo, guidano le scelte di programmazione economica di ogni governo in modo da assicurare da una parte lo sviluppo del Paese e dall’altro scongiurare possibili catastrofe causate dai cambiamenti climatici. L’Agricoltura, quale settore economico di maggior rilievo, in quanto a superfici utilizzate con diverse attività produttive, svolge un ruolo particolare e molto incisivo nel migliorare l’ambiente. Attraverso la riduzione dei gas ad effetto serra , il sequestro del carbonio e la promozione di energie sostenibili, l’Agricoltura riesce a contenere i fenomeni distruttivi che tutti stiamo imparando a conoscere. Spesso si richiamano sistemi colturali del passato ma proposti in chiave moderna con applicazione di nuovi accorgimenti tecnologici. Altre volte si cerca di mettere a punto le innovazioni frutto della ricerca scientifica.

Sono tante le innovazioni che l’Agricoltura può mettere in campo, qui ci riferiamo in particolare a due sistemi colturali di pieno campo quali l’agroforestazione e l’agrivoltaico, quest’ultimo di recente introduzione. Questi se ben progettati e gestiti sicuramente potranno contribuire ad attenuare da un lato i fenomeni sopra descritti e dall’altro fornire ulteriore reddito di impresa e benefici alla collettività. Il primo oltre ai vantaggi apportati alla fertilità del terreno diminuirebbe la quantità di CO2 presente nell’atmosfera, mentre il secondo consentirebbe un maggiore risparmio di acqua( minore evapotraspirazione) con ricavo di energia da fotovoltaico in presenza di coltivazioni erbacee.

L’agroforestazione (già oggetto di studio negli Istituti Agrari), visto il suo richiamo al passato in quanto coltivazione promiscua erbacea arborea è ben rilevata dal Regolamento CEE 2080/92 con aiuti finanziari che sicuramente verranno riproposti nella nuova Politica Agricola Comune( PAC 2023-2027).

Infatti nel Piano Strategico Nazionale(PSN) per la PAC presentato dall’Italia( dotazione finanziaria 35,6 miliardi), in fase di approvazione dalla Commissione Europea, l’Agroforestazione rappresenta uno degli elementi migliorativi nell’ambito del rapporto attività produttive e salvaguardia dell’ambiente. In Spagna il PSN è già stato approvato e per L’Agroforestazione e imboschimento sono state concesse 283 milioni di euro. L’agrivoltaico, cioè la presenza di coltivazioni erbacee intervallate da filari di pannelli fotovoltaici posti ad altezza di 3-5 m, attualmente è in fase di sperimentazione, di cui uno dei progetti è già stato presentato in conferenza tecnica presso il salone di Palazzo Spadaro a Scicli. In Italia sono previsti 1,1, miliardi di euro con l’obiettivo di installare a regime una capacità produttiva di oltre 1 GW. Ci sono, a tal proposito, parecchie esperienze in campo che dimostrano notevoli vantaggi ottenuti dalla combinazione di piante coltivate e produzione di energia.

Dai test effettuati in Spagna su orticole, aromatiche e piante succulente (Aloe) le rese sono aumentate del 20 - 30%. Come si nota sono due modelli di sviluppo che si completano l’uno con l’altro e ci consentano di realizzare due cose oggi ritenute molto importanti, da una parte l’abbassamento di CO2 nell’atmosfera e dall’altro l’acquisizione di energia pulita da fonti rinnovabili. E’ importante sapere che a fine anno, 31 dicembre 2022, uscirà il primo bando(da tabella di marcia Governo Draghi) per usufruire dei fondi stanziati dal PNRR per l’agrivoltaico. Il contributo è del 40% a fondo perduto sulle spese ammissibili oltre una tariffa incentivante sulla produzione di energia elettrica immessa in rete  vedi Linee guida in materia di impianti agrivoltaici).

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Terminata la fase sperimentale bisognerà partire subito con gli investimenti coinvolgendo quanto più imprese al fine di raggiungere entro il 2030 una sempre meno dipendenza energetica da fonti non rinnovabili. L’Agricoltura, come si vede è più che mai al centro dell’attenzione non solo in Italia, e per la produzione di derrate alimentari ma anche per difendere e migliorare il pianeta terra.


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