L’Isola registra i prezzi più alti di tutta Italia
di Redazione
Si crede, generalmente, che accendendo la lavatrice, la lavastoviglie o utilizzando l’acqua calda che impegni lo scaldabagno nelle ore serali il costo della bolletta sia tendenzialmente più basso. Le fasce orarie più convenienti (vale a dire F2 ed F3), individuabili tra le 19 e le 8, sono quelle in cui premere sull’acceleratore e darsi da fare con le faccende domestiche perché conviene. Questo è ciò che è stato ampiamente comunicato dai vari servizi di fornitura luce e gas a partire dall’anno 2012, cioè da quando l’istituzione della tariffa bioraria sia diventata legge a tutti gli effetti: fatta salva la Sicilia.
C’è da dire che, a prescindere dalla non adesione a questa direttiva, l’Isola registra i prezzi più alti di tutta Italia. Al di là di questa spiacevole sorpresa va anche sottolineato come la tendenza del “risparmio serale” sia invertita: chi, in Sicilia, consumi corrente elettrica dalle 19 alle 8 vedrà addirittura aumentata la propria bolletta, causa l’incremento dei prezzi per le utenze domestiche nella fascia notturna.
A rivelarlo è l’Enea in una delle sue analisi trimestrali riguardo l’intero sistema energetico italiano.
Esiste una premessa più che fondamentale. In Italia aumentano costantemente i consumi di elettricità mentre la produzione di energia proveniente dalle centrali termiche che bruciano combustibili fossili diminuisce drasticamente, colpa anche dell’aumento dei prezzi del petrolio. Tutta l’energia elettrica di cui gli italiano hanno bisogno e che l’italia non produce viene dunque maggiormente importata dalle centrali nucleari francesi e dalla produzione in eccesso delle centrali a gas e degli impianti alimentati dalla luce solare, dal vento e dall’acqua. Tutte fonti sostenibili che, manco a dirlo, costano meno. Il risultato globale, registrato nel nostro Paese vede il prezzo medio stabilirsi a 54 euro a MWh e che i prezzi delle fasce diurne hanno subito contenimenti rispetto a quelli notturni.
In Sicilia la tendenza è opposta. Basti pensare che il prezzo medio dell’energia che si consuma sul territorio siciliano è di 59,6 euro a MWh, distanziando la media nazionale, in alcuni specifici luoghi e periodi, di 13 euro. I picchi di prezzo in Sicilia sono registrati nella fascia oraria tra le 20 e le 21 (dati ancora provenienti da fonti Enea).
L’Enea dà una spiegazione tecnica facilmente comprensibile: il prezzo a zona della Sicilia è maggiore rispetto alle altre regioni d’Italia poiché di base vi sono le differenze del mix zonale di produzione e vendita. Il che significa che di giorno il fabbisogno di energia è coperto per la maggiore da pannelli solari e dalle pale eoliche sparse sul territorio che producono a bassissimo costo pur pagando lo scotto di una rete di distribuzione di vecchia data che non è in grado di “conservare” tutta queste energia ed elargirla nelle ore notturne e serali. Quindi, quando l’energia sostenibile viene a mancare per mancanza di vento o periodi di luce troppo brevi, la rete viene alimentata dall’elettricità, molto più cara, fornita dalle centrali termiche tradizionali. Ragion per cui la sera il costo della corrente elettrica è maggiore e così resterà fino al completo restauro della rete di distribuzione e immagazzinamento.
Esiste una soluzione anche a questo. Certo, dover stringere la cinghia non farà piacere a tutti ma il modo per risparmiare esiste, anche dove le condizioni di partenza non siano predisponenti. Ad esempio, seguendo i consigli su come risparmiare sulle utenze domestiche secondo Espertodelrisparmio.com, si può ottenere uno “sconto” sulla bolletta di almeno 1300 euro l’anno. Manco a dirlo che alcuni consigli sono letteralmente da capogiro e di difficile attuazione, soprattutto per chi lavori o abbia poco tempo a disposizione, anche se, a questo punto, soprattutto in Sicilia, verrà da chiedersi: il tempo è denaro?!
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