Cosa cambia per Ragusa
di Giuseppe Savà


Roma – Un pacchetto di regole per non farsi travolgere dagli eventi, recupero efficienza e produttività nel protocollo sviluppo e competitività siglato ieri, Giovedì 26 maggio, a Roma da eni spa e dalle segreterie nazionali e territoriali di Filctem, Femca e Uilcem. Un insieme di best practices come giusto COMMITMENT, senso di responsabilità, partecipazione attiva, impegno delle persone ai progetti di Eni in Italia e nel mondo.
Il protocollo sviluppo e competività eni -a 10 anni dalla firma dell’accordo quadro unico nel suo genere, primo protocollo di relazioni industriali di portata internazionale- nasce come soluzione temporanea per una crisi della petrolchimica e della raffinazione che non accenna ad arrestarsi. Eni negli ultimi 5 anni ha garantito un risultato occupazionale pressoché omogeneo per tutte le attività del gruppo: tra pensionamenti e nuove assunzioni il numero di 40.000 impiegati stabili in Italia è rimasto immutato. C’è stata crisi sì, dei mercati, delle vendite, delle produzioni e dei consumi ma l’occupazione di eni non ha subito contraccolpi, si è manenuta tale e quale.
L’accordo sulla produttività, sviluppo e competitività, è centrale per la gestione del futuro occupazionale ed economico in Italia dell’azienda guidata da Paolo Scaroni. Con la firma dell’intesa eni s’impegna a non chiudere alcuna realtà produttiva in Italia e a mantenere stabili i livelli occupazionali.
La struttura del protocollo Eni sulla competitività e lo sviluppo, nella sua globalità, nel suo insieme, è stata largamente condivisa, dopo la stesura di cinque bozze preliminari, da Filctem CGIL, Femca CISL e Uilcem UIL a tutti i livelli. Il no incondizionato all’intesa avrebbe potuto aprire scenari apocalittici per alcune raffinerie e soprattutto per alcuni petrolchimici. Ragusa inclusa.
© Riproduzione riservata