di Redazione
Ho notato come ultimamente si sia fatto continuo riferimento alla mia condizione fisica, presupponendo come è ovvio la buona fede dei giornalisti che perseguono quel principio di cui il mio partito si fa promotore, in primo luogo a livello nazionale, e che sta venendo a mancare sempre più nel nostro paese ( siamo al 65° posto nel mondo dopo il sud africa ) vale a dire la diffusione di una informazione trasparente.
Vorrei approfittare dell’occasione per citare una frase emblematica da un mio aneddoto, che spero faccia riflettere: mi trovavo ad una visita medica da un professore a Padova, il quale ci comunicò che l’unica possibilità per me era quella della sedia a rotelle; alla ovvia reticenza dei miei genitori, lui ribattè dicendo “cari miei sappiate che nella vita non si cammina con le gambe, si cammina con il cervello”.
Ecco era questa la frase che volevo sottoporre all’attenzione di tutti, una frase che nonostante la sua semplicità, vedo come nella nostra società, dominata com’è dai pregiudizi, stenti ad inserirsi. Racconto questo, come detto, con la speranza che faccia riflettere e, perché no, contribuisca a far nascere un dibattito costruttivo su un tema che, da molto tempo, per la sua sensibilità, sia dal punto di vista locale che nazionale, viene lasciato fuori dal dibattito sociale.
Enrico Statello
Candidato Italia dei Valori
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