Attualità
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27/05/2008 10:37

Enzo Scarso: Alice nel paese delle meraviglie? No, Cappuccetto rosso

di Redazione

Chi è troppo lontano dalla gente al punto da fare confusione persino tra le favole per bambini forse farebbe meglio a riflettere per bene prima di parlare. Chi ci accusa di essere come “Alice nel Paese delle Meraviglie” dimentica infatti di essere stato il primo a cercare di far credere che questa città fosse un paese delle meraviglie, indorando l’immagine dell’amministrazione e ammantandola di perfezione. E ci pare essere la stessa persona che ora si è svegliata, esattamente come nella favola, sull’orlo della tragedia.

      Sarebbe del resto contraddittorio accusarci di essere come Alice nel paese delle meraviglie e rimproverarci contemporaneamente di essere stati in questi anni “la resistenza al cambiamento”, che è una definizione particolarmente ingiusta per descrivere la nostra volontà di essere stati pungolo dell’amministrazione nel momento in cui sapevamo che si stava andando dalla parte sbagliata. E’ questa la dimostrazione che non siamo noi quelli a cui va imputato di essersi accorti solo ora dei problemi della città: proprio perché ad un certo punto ne abbiamo avuto sin troppa consapevolezza e proprio perché abbiamo la drammatica percezione di quello che oggi si deve fare, indiscutibilmente, per restituire dignità alla città, non ci siamo potuti né voluti sottrarre al senso di responsabilità che ci imponeva una scelta coraggiosa, la scelta di andare da soli.

     Non è piuttosto Alice nel Paese delle Meraviglie chi solo oggi si accorge che c’è bisogno di trasparenza nei bilanci, che la Multiservizi è stato un errore, addirittura che in questi anni la meritocrazia è stata minata da scelte clientelari? Ma chi c’è stato, in questi anni, ad esercitare direttamente la possibilità di compiere scelte clientelari?

     E allora, almeno, che non si faccia confusione tra le favole. Perché noi oggi non ci sentiamo affatto Alice nel Paese delle Meraviglie. Ci sentiamo esattamente come si sente la città: ci sentiamo come Cappuccetto Rosso, animati da onestà, buona fede, fiducia negli altri, e alla fine traditi. Ci sentiamo come chi si è fidato troppo di un parente vicino, credendolo dalla parte dei buoni, e ha dovuto subire il colpo psicologico e morale di scoprirlo invece dalla parte dei cattivi. Ma adesso la farsa è finita. La verità è purtroppo sotto gli occhi di tutti. E con la stessa delusione con cui noi abbiamo scoperto il bluff e ce ne siamo indignati, sta reagendo in queste ore, in questi giorni, la città.

     Su un’unica cosa possiamo tornare a trovarci d’accordo: che sia necessaria, oggi più che mai, quell’operazione verità che la città aspetta da troppo tempo. Ma se si deve fare oggi un libro bianco dei bilanci, non si può fare unilateralmente: facciamolo allora tutti insieme, coinvolgendo tutte le forze politiche e armandoci di tutta l’onestà di cui la città ha sete. Se così non sarà, se sarà fatta ancora una volta un’operazione parziale, si continuerà a tentare di edulcorare la realtà e si perderà l’ennesima occasione di restituire fiducia ai cittadini.  

Modica, 27 Maggio 2008

                       Enzo Scarso