Un villaggio rupestre.
di Redazione
Avola – La Grotta dei Briganti consiste in un vasto ambiente di origine naturale che si apre a picco sulla Cava Grande del Cassibile. Sfruttato fin dall’antichità come riparo sotto roccia, il sito testimonia una frequentazione prolungata a partire presumibilmente dall’Alto Medioevo — periodo a cui risalgono alcuni sepolcri a fossa e in arcosolio, riutilizzati in seguito per altri scopi — proseguita fino al secolo scorso. Le abitazioni ricavate all’interno andavano a formare un vero e proprio villaggio rupestre. Tali strutture si sviluppavano a partire da una porzione basale scavata nella roccia e da una parte in muratura, che sosteneva un soffitto composto da pali lignei i cui alloggiamenti sono ancora ben visibili nelle pareti rocciose soprastanti. All’interno si possono distinguere non solo le abitazioni, ma anche stalle e ambienti di lavoro. L’accesso alla grotta avveniva in due modi: dal pianoro superiore, attraverso una stretta mulattiera oggi in parte crollata, oppure dal fondo della valle, dove si trova una lunga e suggestiva scalinata ancora oggi percorribile.
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