Esteri L'infezione

Dopo il Covid, la febbre del topo. Una nuova malattia

Un caso registrato anche in Italia, in prossimità del confine. L'infezione non si trasmette da persona a persona

Dopo il Covid, la febbre del topo. Una nuova malattia

Slovenia - Si chiama volgarmente "febbre del topo". In Slovenia da settimane si sta registrando un'impennata di infezioni da hantavirus, il virus della "febbre del topo", di cui sono stati segnalati centinaia di casi, con una persona infettata anche a ridosso del confine italiano. Diverse persone sono state ricoverate, nessun decesso, grazie a Dio. 

Gli hantavirus sono trasmessi da diverse specie di roditori; ogni hantavirus è associato specificamente ad una singola specie di roditore o a un gruppo di specie strettamente correlate. I roditori eliminano gli hantavirus nelle urine, nelle feci e nella saliva. Le persone si infettano per contatto diretto con le feci, la saliva o l’urina dei roditori infetti o per inalazione del virus presente negli escreti dei roditori. Pertanto i luoghi polverosi infestati da roditori devono essere considerati a rischio. Non si conosce l’esistenza della trasmissione da persona a persona per gli hantavirus europei né di insetti vettori.

Nella parte settentrionale dell’Europa, le epidemie umane si sviluppano quando le popolazioni dei roditori, che fungono da serbatoio, aumentano di numero e periodicamente raggiungono un picco.
Nell’Europa temperata, invece, le epidemie umane sono correlate agli anni di maggior produzione agricola, ad es. gli anni con abbondanti raccolti di ghiande, che causano un aumento delle specie di roditori che se ne nutrono. I roditori che costituiscono il serbatoio degli hantavirus spesso invadono gli insediamenti umani in autunno, aumentando il rischio di infezione umana. Durante gli anni in cui il numero di roditori raggiunge un picco, un’elevata percentuale di questi animali può essere sieropositiva. Dopo essersi infettati, i roditori iniziano ad eliminare il virus dopo 5-6 giorni, e l’escrezione continua per circa due mesi.

Gli hantavirus sono trasmessi all'ospite umano in primo luogo attraverso un "aerosol" costituito dalle particelle di escrementi, urina o saliva dei roditori infettati. una volta infettati, i roditori eliminano il virus per tutto l'arco della loro vita.

Le minuscole particelle di feci contenenti l'hantavirus, ad esempio, possono essere disperse nell'aria attraverso una scopa utilizzata per pulire il pavimento di una soffitta e facilmente inalate. Raggiunti i polmoni cominciano ad invadere i vasi sanguigni innescando una serie di eventi che provocano la manifestazione clinica dell'infezione.

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I sintomi
Mal di testa, vertigini, brividi, febbre, dolori muscolari, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, seguiti da insorgenza improvvisa di disturbi respiratori e ipotensione.

Le precauzioni
Bisogna innanzitutto evitare l’esposizione ai roditori e alle loro escrezioni, controllando che i roditori non possano entrare nelle tende o negli alloggi e proteggendo i cibi da un'eventuale contaminazione da parte di roditori.

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Vanno evitati, ricorda il ministero, il contatto con polvere e suolo contaminato da escreti di roditori. Quando si puliscono aree contaminate da escrezioni di roditori bisogna fare attenzione a evitare il generarsi di aerosol, utilizzando disinfettanti liquidi. Si raccomanda di indossare guanti di gomma quando si effettuano le pulizie di zone infestate da topi. In questi casi, chi è affetto da altre condizioni patologiche, è bene che utilizzi una mascherina per evitare di respirare polvere contaminata. Vale sempre il consiglio di applicare le corrette misure igieniche, quali lavarsi le mani con acqua e sapone dopo il contatto con polvere o suolo potenzialmente contaminato.


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