Esteri Social

Twitter ha chiuso definitivamente l’account di Trump

A giudizio di Twitter, le affermazioni del Presidente possono essere lette come «un incitamento a commettere atti violenti»

Twitter ha chiuso definitivamente l’account di Trump

Twitter ha deciso di «sospendere definitivamente» l’account @realDonaldTrump, 88 milioni di follower. La società guidata da Jack Dorsey ha spiegato in una nota perché abbia messo al bando il presidente degli Stati Uniti: «Dopo un’attenta analisi dei recenti tweet dell’account “RealDonaldTrump” e del contesto in cui operava – con riferimento specifico a come questi messaggi venivano accolti e interpretati dentro e fuori Twitter – abbiamo sospeso in via definitiva l’account a causa del rischio di ulteriore incitamento alla violenza». I gestori di Twitter ricordano che «le persone in posizioni di potere non possono considerarsi al di sopra delle regole» e non possono usare questo Social «per incitare alla violenza».

Segue un esame dettagliato degli ultimi due tweet, postati da Trump l’8 gennaio 2021. Ecco il primo: «I 75 milioni di Patrioti americani che hanno votato per me... avranno una voce da gigante nel futuro. Nessuno mancherà loro di rispetto, né saranno trattati ingiustamente in alcun modo, misura o forma». Poco dopo è arrivato il secondo: «Per tutti coloro che me lo hanno chiesto: non andrò all’Inaugurazione del 20 gennaio». A giudizio di Twitter, le affermazioni del Presidente possono essere lette come «un incitamento a commettere atti violenti» , considerate le tensioni negli Stati Uniti, dopo l’assalto a Capitol Hill dello scorso 6 gennaio. I due tweet, quindi, violano le regole contro «la Glorificazione della violenza», fissate dal sito.

Il comunicato richiama l’attenzione su cinque punti. Primo: il presidente annuncia che non parteciperà all’«Inaugurazione» della presidenza di Joe Biden «e questo è stato interpretato da molti suoi sostenitori come un’ulteriore conferma che le elezioni non sono state legittime». Inoltre il tweet contraddice la nota diffusa dal suo vice capo dello staff, Dan Scavino: «Ci sarà un’ordinata transizione di poteri il 20 gennaio». Il secondo aspetto è forse il più inquietante: «L’annuncio che il presidente non parteciperà può servire da incoraggiamento per coloro che stanno considerando la possibilità di commettere azioni violente a Capitol Hill». Terzo: «Le parole “American Patriots” usate per descrivere alcuni dei suoi sostenitori è interpretata come un sostegno per coloro che hanno commesso atti violenti». Quarto: «Osservare che i sostenitori avranno “una voce gigante” in futuro e che non saranno trattati ingiustamente in alcun modo è interpretato come un’ulteriore indicazione che il Presidente Trump non intende affatto facilitare “un’ordinata transizione”. Il quinto punto è un allarme rosso: «I piani per future proteste armate stanno già proliferando dentro e fuori Twitter, compreso un secondo attacco al Congresso e ad altri edifici pubblici per il 17 gennaio 2021 (una domenica ndr)». 


© Riproduzione riservata