Cronaca
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27/09/2026 20:39

Etna, l’aeroporto di Catania chiuso fino a lunedì 28 settembre alle 12

Prorogato lo stop totale ad arrivi e partenze a causa dell'attività dell'Etna.

di Redazione

Catania – Fontanarossa resta fermo. L’attività dell’Etna blocca a oltranza l’aeroporto di Catania. La sospensione di arrivi e partenze è stata prorogata sino alle 12 di lunedì 28 settembre. Una pessima notizia per i viaggiatori che in questo fine settimana hanno manifestato rabbia e sconforto.

“Solo un paio di settimane fa – dice Claudio Melchiorre, presidente del Movimento elettori consumatori – l’assessore regionale ai trasporti Alessandro Aricò, l’amministratore delegato della Sac Nico Torrisi e la presidente del Cda della Sac hanno dichiarato che era stato elaborato un piano cenere che sarebbe entrato in vigore ad ogni ricorrenza eruttiva. Quel che vediamo è sempre la solita tragica scena: passeggeri senza notizie, passeggeri che devono cercare da soli soluzioni per partire o arrivare, passeggeri senza alternative buttati per terra ad attendere che qualcuno li riporti a casa. Chiediamo quindi le dimissioni immediate del cda della Sac”.

 

Dal cratere di Nord-Est da alcune settimane c’è una continua emissione di una nube bruno‑rossiccia che, spiegano dall’Ingv di Catania, è l’effetto di una sorta di ‘pulizia‘ del condotto dove si è riversata la lava emessa dal cratere Voragine nella precedente fase eruttiva. Lava che all’interno del cratere si è trasformata prima in polvere di roccia fortemente alterata e poi in argilla dai gas e fluidi estremamente acidi e trascinata all’esterno dal costante getto di gas che attraversa il condotto. Per gli esperti è “un segnale di rimobilizzazione meccanica di materiale solido presente nel condotto, favorito dall’abbassamento della colonna magmatica e dalla conseguente diminuzione della spinta magmatica”.
Secondo l’Ingv “non si può escludere che questa fase ‘di pulizia’ del condotto possa costituire una transizione: da un lato segna la conclusione dell’attività eruttiva precedente, dall’altro potrebbe rappresentare il preludio a una successiva fase di attività, qualora il sistema magmatico dovesse nuovamente pressurizzarsi”.