Terremoto di magnitudo 2.8
di Redazione
Catania – L’Etna torna a farsi sentire, stavolta con un terremoto. Alle 13,50 una scossa di magnitudo 2.8, registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha attraversato il fianco del vulcano senza provocare danni.
Il sisma ha avuto un ipocentro localizzato a circa 1,2 chilometri a nord di Monte Centenari, a una profondità di 5,5 chilometri. Nessuna segnalazione di danni a persone o cose.
Prosegue intanto l’alimentazione del campo lavico nella Valle del Bove. Il fronte più avanzato, che ieri si attestava a quota 1.400 metri sul livello del mare, ha raggiunto i 1.360 metri, affiancandosi a quello dei giorni precedenti, ormai fermo e in raffreddamento. Più a monte, intorno ai 1.500 metri di quota, è stato inoltre individuato un nuovo flusso lavico attivo, che si sovrappone a quelli precedenti, segno di una persistente risalita di magma nei condotti laterali.
Riunione in Prefettura
Rafforzare le misure di prevenzione sull’Etna dopo la segnalazione di episodi di avvicinamento al fronte lavico. E’ quanto deciso a conclusione di una riunione convocata a Palazzo Minoriti dal prefetto di Catania, Pietro Signoriello. L’attività eruttiva è in corso nella Valle del Bove.
I Comuni di Milo, Sant’Alfio e Zafferana Etnea hanno adottato delle ordinanze che prevedono il divieto di accesso alle strade e ai sentieri che conducono alla Valle del Bove. Sono consentite, solo fino all’imbrunire, escursioni di gruppi di massimo 10 persone accompagnate da guide autorizzate. Anche a questi gruppi è vietato di avvicinarsi a una distanza inferiore a 200 metri dal fronte lavico.
Il prefetto ha deciso di intensificare ulteriormente le attività di controllo delle vie di accesso, sottolineando che eventuali violazioni saranno soggette a denuncia penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi per inosservanza di un provvedimento emanato per ragioni di sicurezza pubblica. Sarà fatto ricorso anche all’impiego di droni.
Intanto continua a essere alimentato il campo lavico presente nella Valle del Bove e il fronte avanzato, che ieri si attestava a quota 1.400 metri sul livello del mare, ha raggiunto 1.360 metri, affiancandosi a quello dei giorni precedenti ormai fermo e in raffreddamento.
Più a monte, a quota circa 1.500 metri, c’è un nuovo flusso lavico attivo in sovrapposizione sui precedenti. A causa delle avverse condizioni meteorologiche, non è stato possibile osservare la zona sommitale del vulcano. L’allerta vulcanica per l’aviazione, il Vona, rimane di colore arancione, il terzo livello di allarme su una scala di quattro, ma l’attuale attività dell’Etna non incide sull’operatività dell’aeroporto di Catania.
© Riproduzione riservata