Cronaca
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10/03/2013 15:03

Evade di casa per incontrare gigolò albanese

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Pagava con assegni rubati

di Valentina Raffa

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Gigolò
Gigolò

Modica – Un 34enne modicano evade di casa, disattendendo agli obblighi imposti dalla misura degli arresti domiciliari, per degli incontri hard con un improntato gigolò albanese. Salata la parcella, di 300 euro prima e 400 euro poi per due rapporti, ma si sa al “cuor” non si comanda, specie se il pagamento viene effettuato con assegni risultati appartenenti ad un carnet smarrito lo scorso anno da una ragusana.
E’ così che la storia è venuta a galla, quando l’albanese, insieme con un connazionale, si è recato in un istituto di credito di Ragusa per cambiare i titoli. Ma al cassiere è risultato che qualcosa non andava e così il direttore ha chiamato il 112. Sul posto, immediato, il sopraggiungere di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile di Ragusa che ha fermato i due albanesi per poi condurli in caserma.
La storia che i due hanno raccontato, certo, non è delle più comuni, ma i particolari sono tali che ai militari è apparso essere proprio tutto vero. E, dopo i controlli effettuati dai carabinieri, era proprio così. Lo scenario in cui si sono consumati nell’auto dell’albanese gli incontri hot tra lui e il 34enne modicano è la campagna sciclitana. Ad avallare il racconto dello gigolo dinanzi ai militari dell’Arma è il fatto che si trovasse ancora in possesso delle chiavi dello scooter utilizzato dal modicano per recarsi a Scicli, lasciate all’albanese perché, alla prima occasione utile, potesse riportargli il mezzo, lasciato nei pressi del cinema di Scicli quando, dopo il secondo incontro a luci rosse, per la forte pioggia il 34enne si era fatto riaccompagnare a casa dall’amante occasionale.
Dallo scooter i carabinieri della Radiomobile, coadiuvati da quelli della Tenenza di Scicli sono risaliti alla proprietaria, madre del giovane, il quale è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per i suoi precedenti fraudolenti. Lo scorso ottobre, ad esempio, il procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, aveva disposto a suo carico il decreto che dispone il giudizio per furto aggravato, uso indebito di carta di credito, uso di strumento destinato a pubblica autentificazione contraffatto, falsità materiale commessa dal privato in atto pubblico, truffa tentata e continuata, furto aggravato, falsità ideologica commessa dal privato, ricettazione, falsità in scrittura privata e sostituzione di persona. Lo scorso giugno, infatti, il 34enne aveva ordito e commesso reati contro la persona e il patrimonio non risparmiando nemmeno il padre e il nonno.
Essendo ristretto in casa per tutte queste ipotesi di reato di cui deve rispondere, il 34enne, quindi, come anzidetto, è evaso per ben due volte per andare a procacciarsi il sesso. Il comportamento illecito gli è valsa la denuncia da parte dei militari dell’Aliquota Radiomobile di Ragusa alla Procura della Repubblica di Modica ipotizzando i reati di indebito utilizzo di mezzi di pagamento, truffa, evasione e falsità materiale commessa dal privato in atti pubblici.
I militari hanno, altresì, proposto il soggetto per un’idonea misura cautelare, che è stata condivida dal procuratore Puleio che ha richiesto al giudice l’arresto del giovane e una nuova misura degli arresti domiciliari. Richiesta accolta. I militari dell’Arma ragusani e quelli della Stazione di Modica hanno riarrestato il truffatore e lo hanno risottoposto ai domiciliari.

 

La Sicilia