Attualità
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14/02/2009 23:42

Facebook saluta Giuseppe Gatì, il difensore della sua terra

di Redazione

Agrigento – Giuseppe Gatì è morto. Lo celebra la rete. Più di 3mila persone lo salutano per l’ultima volta sul gruppo Giuseppe Gatì sei tutti noi, più di 700 lo ricordano su Giuseppe Gatì….Per non dimenticare…, oltre 100 gridano Siamo tutti Giuseppe Gatì!. Eppure è uno sconosciuto. Un perfetto ignoto.



22 anni, siciliano, studente all’Università, è rimasto folgorato un pomeriggio di fine gennaio, a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento. Era a lavorare nel caseificio di proprietà del padre e inavvertitamente ha toccato un filo elettrico scoperto.



Proprio lui, che dal suo blog, aperto neanche un mese fa (“La mia terra la difendo”), lanciava le sue battaglie civili, invocava più diritti per tutti e si dichiarava “nato ad Agrigento, residente a Campobello di Licata e cittadino libero”. Proprio lui è morto di lavoro, sul luogo di lavoro. Vivendo, fino ad allora, “per combattere il servilismo che ogni giorno di piu’ avvolge il nostro Paese”, scegliendo di rimanere in Sicilia, “di non andare via anche se vivere qui è duro, durissimo”.



Minuto di statura, capelli scuri e occhi vivaci, diviene famoso il primo gennaio, quando Beppe Grillo gli dedica il primo post dell’anno, dal titolo “L’Italia rovesciata”. Grillo racconta il gesto, eclatante, di Giuseppe. Un ragazzetto piccolo, con a stento un po’ di barba sotto il mento, armato di telecamera, che d’un tratto si fa gigante e irrompe nel bel mezzo della presentazione di un libro cui è presente il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi. Strattonato da un vigile, spintonato dai soliti in giacca e cravatta, guardato da una folla muta e sorpresa, Giuseppe inizia a urlare alla legalità: “Viva Caselli, viva il pool antimafia! Viva Caselli, viva il pool antimafia!”. Una bestemmia, quasi. In seguito verrà allontanato dalla forza pubblica, sequestrato, portato in Questura e rinchiuso in una stanza. Ci rimarrà più di un’ora e mezza.



E’ così, grazie a quel video che ben presto fa il giro della rete, che Gatì riceve l’onore delle cronache. Viene definito dallo stesso Grillo “un piccolo eroe, un fiore raro”. Migliaia di persone arrivano sul suo blog. E poi i complimenti della cosidetta società civile, gli omaggi delle associazioni antimafia, i ringraziamenti di Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe, morto proprio lui per l’antimafia e contro la mafia.