di Redazione
“Perché non fanno una manifestazione davanti alla discarica e non bloccano il conferimento?”
Alza il tono della polemica il sindaco di Scicli, Bartolomeo Falla, all’indomani della richiesta del Comitato per l’Ambiente e la Salute pubblica di non autorizzare l’ampliamento della discarica di San Biagio, salvo percepire il pregresso dai Comuni debitori, Modica, Ispica e Pozzallo.
Il sindaco si era detto disponibile: “Ampliare San Biagio si può, ma solo se pagate”.
Il Comitato ha risposto: “Abbiamo raccolto seicento firme in due giorni, ampliare non si deve, soldi o no”.
E il sindaco rincara: “Allora manifestate davanti alla discarica. Il mio compito è quello di amministratore. Se salta San Biagio salta il sistema provinciale di conferimento dei rifiuti. Perché a manifestare, incatenandosi davanti ai cancelli di San Biagio, dovrebbe essere il sindaco, e non i cittadini, quelli che accusano il sindaco di essere troppo morbido sul problema? Attendo una manifestazione concreti dei cittadini sensibili al problema, e non la semplice raccolta delle firme.
Questi hanno mal di pancia, io sono un’autorità del territorio, non esistono alternative in provincia di Ragusa, all’attuale geografia di conferimento dei rifiuti: Ragusa, Vittoria, Scicli.
Io non sono una persona irresponsabile, se le cose si fanno per bene, con tutte le garanzie, io permetterò l’ampliamento, purché i tre Comuni conferitori paghino il pregresso. Chi ha voglia di fare demagogia dica pure che se San Biagio verrà ampliata è colpa del sindaco che non si incatena. Si incatenino loro. E dopo ne parliamo”.
Falla pone una condizione: pagare il pregresso. E il pregresso è una cifra che si è storicizzata, da quando la gestione della discarica è passata dal Comune all’Ato Ambiente, ovvero da circa tre mesi. In realtà, quello che oggi viene definito ampliamento sarebbe lo sfruttamento di margini dell’attuale vasca ancora inutilizzati. Ma nell’opinione pubblica è prevalsa ormai, in una sindrome da caccia all’untore che è difficile dire quanto sia ingiustificata, che l’aumento del numero di malattie tumorali sia dovuto alla presenza in città di questa struttura per la raccolta dei rifiuti. Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio dibattito sulla lettura dei dati epidemiologici legati al trend dei casi di tumori.
Certo è che la paura dell’ecomostro ambientale fa molta presa, e il registrarsi di casi di malattie incurabili ha creato una sorta di fobia collettiva, che nella discarica, come nell’acqua di contrada Salto di Lepre ha trovato un proprio idolo polemico. Il sindaco ha annunciato che non si incatenerà ai cancelli.
Se i seicento firmatari del documento del Comitato per la Salute hanno voglia di andare sino in fondo, lo facciano, dice il primo cittadino. Ne sono liberi. A chi amministra tocca di fare altro, trovare soluzioni, e non protestare. Almeno, a parere del primo cittadino di Scicli.
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