di Giorgio Caruso
Modica – Era più che prevedibile. Dopo la notizia del caso di virus A/N1H1 accertato all’ospedale Maggiore, su una paziente di 40anni, residente a Rosolini e di ritorno dall’Argentina, la “psicosi febbre suina” si è presentata puntuale. Non poche le telefonate giunte all’ospedale ed ai vari medici di famiglia da parte di diversi pazienti affetti da “banale” raffreddore o da febbre. Dal Maggiore si prova ad arginare la paura ed a spegnere l’allarmismo. “L’allarmismo è assolutamente infondato – tiene a precisare il direttore dell’unità operativa di Malattie Infettive del nosocomio modicano, Antonio Davì – perché a bassa letalità e mortalità. Basta vedere i numeri degli infetti e dei deceduti nei paesi più colpiti, per rendersi conto di come si tratti di una influenza come tante altre stagionali. Il temuto virus A/N1H1 altro non è che molto simile a quelli influenzali che abbiamo affrontato fino ad oggi. I virus cambiano, mutano, ma questo non è altamente letale o mortale. Insomma – continua il dottore Davì -, non si confonda la normale febbre con l’influenza suina, che poi di “suino” non ha alcunché!”. Come si può riconoscere l’eventuale virus N1H1? Quali sono i sintomi? “Ci sono due tipi di sintomi – risponde Davì -. Quelli clinici sono i “classici” di un’influenza, quindi febbre, tosse, difficoltà respiratoria. Il sintomo che più di ogni altro può rappresentare un campanello d’allarme è quello di carattere epidemiologico. Vale a dire che va controllato e monitorato chi presenta i sintomi clinici ed è stato a contatto con un caso notificato o accertato di “influenza suina” o chi è stato in Paesi, quali l’ Argentina, gli Usa, il Messico ed in Europa, l’Inghilterra o la Spagna”. Qual è la terapia? La profilassi? “Nella nostra divisione al Maggiore, così come in quasi tutte le unità di malattie infettive in Sicilia, si attuano le terapie necessarie a fronteggiare il virus. I pazienti affetti – continua Davì – così come la paziente quarantenne di Rosolini, possono scegliere anche la quarantena volontaria in casa, con la nostra assistenza. Comunque – assicura il direttore dell’unità operativa del Maggiore – è in programma un vaccino che verrà fuori a settembre o al massimo ad ottobre. Sarà somministrato in due dosi perché nessuno è immune”.
Il secondo caso a Santa Croce
E salgono a due in provincia di Ragusa i casi di virus H1 N1. Una ragazza di 14 anni, tornata dall’Inghilterra da una vacanza, residente a Santa Croce Camerina ha accusato i sintoni da febbre suina. Gli esami hanno dato esito positivo Come già appunto avvenuto per la 39enne di Rosolini, la ragazza di Santa Croce è stata subito dimessa e spedita a casa in isolamento domiciliare durante i quali sarà sottoposta ai trattamenti antivirali del caso. L’Ausl 7 stigmatizza e da rassicurazioni: «E’ tutto sotto controllo dal momento che i due casi sono stati isolati per tempo e gli esami ai quali sono state sottoposte le persone venute a contatto con le due donne sono risultati negativi al virus influenzale».
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