Attualità
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29/10/2010 13:34

Ferrovie, procedure di mobilità per il personale dei vagoni letto

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Sopprimere 32 vagoni letto sul territorio nazionale

di Redazione

Messina – Di male in peggio. Si complica la già deficitaria situazione dei trasporti nell’area dello Stretto di Messina. Che da un lato fa registrare la diminuzione dell’offerta ferroviaria e delle navi adibite al traghettamento dei treni da e per La Sicilia e dall’altro produce la drastica riduzione dei livelli occupazionali. L’ultimo colpo inferto alla forza lavoro riguarda l’apertura delle procedure di mobilità per decine di unità di personale attive nei vagoni letto.

L’8 ottobre scorso, la Servirail Italia, che ha in appalto da Trenitalia l’attività di accoglienza, accompagnamento e assistenza dei passeggeri sulle vetture che viaggiano la notte, ha comunicato ai sindacati la necessità di ricorrere al taglio di personale, dovuto alla decisione di Trenitalia (presa il 22 settembre) di sopprimere 32 vagoni letto sul territorio nazionale. Strategia che penalizza 7 impianti, tra cui quello peloritano, dove è previsto un esubero di 24 dipendenti su 86. In una lettera aperta, indirizzata al prefetto di Messina Francesco Alecci, al sindaco Giuseppe Buzzanca, alla deputazione messinese e al presidente del consiglio comunale Pippo Previti, le maestranze della Rsa Cisl Servirail si dicono turbate per ciò che li attende. «Nella città di Messina – scrivono – 86 lavoratori e le loro famiglie vivono un continuo stato di forte preoccupazione per la recente riapertura delle procedure di mobilità del personale» riaperte nei primi giorni di questo mese.

Nell’impianto peloritano sono 24 gli esuberi di personale già denunciati dall’azienda, mentre dallo scorso aprile è entrato in vigore un contratto di solidarietà che comporta la decurtazione del 26% delle ore lavorate. E sul futuro già si addensano nubi nere, dal momento che il Gruppo Fs eliminerà altri treni a lunga percorrenza, come la linea Siracusa-Venezia, sulla quale presta servizio notturno gran parte dei lavoratori della società Servirail.

«La soppressione – aggiungono – creerebbe rischi occupazionali per oltre il 50% del personale impiegato nella città dello Stretto». Facendo due calcoli, quindi, potrebbero tornare a casa complessivamente circa 50 persone. I dipendenti contestano le scelte dell’azienda e sono pronti a fare sentire la propria voce in tutte le sedi. La prima iniziativa di dissenso è già stata programmata il 9 novembre a Roma, sotto la sede del Gruppo Ferrovie dello Stato, dove si terrà un sit-in pacifico. La Rsa Cisl chiama a raccolta i politici messinesi, sollecitandoli ad intervenire in prima persona in quella che è considerata l’ultima costola della “Vertenza Stretto”, l’annosa controversia occupazionale relativa al disimpegno delle Fs dal territorio peloritano e da quello siciliano. E sul tema si registra anche la presa di posizione del segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, il quale invita tutte le forze sociali alla mobilitazione contro il piano delle Ferrovie. Il sindacalista accusa la classe dirigente locale di immobilismo dinanzi a scelte che pongono ai margini la provincia. E l’imminente cancellazione di altri 18 treni non farà che avvicinare l’orlo del precipizio.