Moda e Gossip
|
27/11/2025 16:37

Ficarra e Picone, il Ponte sullo Stretto: «Un cassonetto unisce l’Italia». VIDEO

Alla presentazione della miniserie Sicilia Express, su Netflix dal 5 dicembre

di Redazione

Non un ponte, ma un cassonetto magico unisce l’Italia in Sicilia Express, la miniserie comedy fantasy di Natale che riporta dal 5 dicembre il duo comico formato da Salvo Ficarra e Valentino Picone, come registi, coautori, e protagonisti su Netflix a due anni dalla fine della loro prima serie, Incastrati.

Nella storia (produce Tramp Limited) i due attori sono Salvo e Valentino, infermieri siciliani che lavorano in una clinica a Milano e appena possono tornano dalle rispettive famiglie in Sicilia, nonostante un direttore dispotico (Sergio Vastano) e biglietti aerei sempre più cari. Durante una visita lampo a casa, pochi giorni prima di Natale, i due scoprono per caso un cassonetto con il magico potere di teletrasportarli in un attimo a Milano e viceversa. Una meraviglia con cui sperano di risolvere tutti i loro problemi, che invece finiscono per moltiplicarsi.

Nel cast, fra gli altri, anche Barbara Tabita e Katia Follesa rispettivamente nei ruoli di Maria Teresa, moglie di Valentino (hanno insieme una figlia) e la milanese Claudia, moglie di Salvo; Max Tortora (nella parte di un presidente del Consiglio particolarmente cinico), Jerry Calà (“interpreta un ministro degli Interni che stupirà” anticipano i due comici); Enrico Bertolino, Giorgio Tirabassi, Adelaide Massari e Angelo Tosto. Una storia a ritmo sostenuto con i toni della favola che ironizza e mette in luce le tante diseguaglianze cristallizzate che ancora dividono nord e sud, dalla sanità ai trasporti, dalla mancanza d’acqua alle infrastrutture.

Temi che nel dialogo con i giornalisti portano inevitabilmente il discorso al Ponte sullo Stretto: «Facciamo un accenno nella storia, anche perché sappiamo che risolverà tutti i problemi, con il ponte arriverà l’acqua, si asfalteranno tutte le strade» ironizza Picone. «Oltretutto Tajani ha detto che il ponte fa evacuare. Noi lo abbiamo detto 20 anni fa e non siamo ministri – scherza Ficarra -. Credo che la politica debba smettere di attingere dai comici. E vorrei dire a Salvini che il nostro sul ponte era uno sketch, non andava fatto realmente». Comunque questa «non è una serie contro il ponte, parliamo di carenze di servizi e infrastrutture delle quali il potere negli anni non si è occupato» – spiegano all’ANSA -. Noi abbiamo cercato di ironizzare su alcune cose che sono evidenti. Se devi ancora prendere un aereo per farti curare, perché da noi i servizi sono questi, è angosciante». Non c’è una volontà vera di risolvere le problematiche, perché i politici, invece di occuparsene si fanno ancora guidare da un intento spartitorio delle poltrone senza pensare alle capacità di chi si sceglie».

In Sicilia «la gente è cambiata, c’è stata un’evoluzione sociale, è la politica che non s’è evoluta. Non è accettabile avere ancora nel 2025 il problema dell’acqua, come il fatto che ci siano sempre gli stessi scandali», affermano. Quando «dopo 20 anni vedi coinvolti in certi fatti le stesse persone ti viene quasi da pensare che non ci sia speranza. Poi però c’è anche la grandissima ironia del popolo siciliano che quelle persone le rivota». L’intento del duo «era togliere il velo su tanti problemi, senza sottotesti». Qui «parliamo di tutto in maniera satirica, poi è possibile che in questa favola qualcuno legga un pizzico di verità».

Nel loro percorso, Ficarra e Picone integrano cinema, tv e palcoscenico: «Ci sono storie che vanno raccontate sul grande schermo, altre con una serialità, altre ancora a teatro. Ci piace cambiare, divertirci, ma anche banalmente amiamo il pensiero che qualche volta a Natale le persone ci vengano a trovare al cinema e altre magari a Natale le andiamo a trovare noi a casa… è un ricambio di visita». Una costante per loro è anche dare spazio ad altri attori che ammirano in ruoli inediti: “Siamo innamorati dei nostri colleghi, ci fanno ridere tantissimo, ci piacciono e li ringraziamo per la fiducia che ci danno”.

(di Francesca Pierleoni, ANSA)