di Redazione
Il presidente della commissione antimafia Francesco Forgione sarà a Scicli il 15 novembre per una visita istituzionale successiva ai fatti di sangue dello scorso 31 ottobre, all’omicidio di Giuseppe Drago.
L’eco del delitto non si è ancora spento in città, e al proposito si registra la dura presa di posizione del sindaco Bartolomeo Falla, che in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale, ha accusato alcuni esponenti della civica assise di aver legittimato e accreditato personaggi della criminalità locale.
“Anche in un recente passato abbiamo visto esponenti del consiglio comunale accompagnarsi ai protagonisti dei recenti fatti di sangue –ha dichiarato, caustico, il sindaco Falla-. C’è un collateralismo che ha caratterizzato i buoni rapporti tra ambienti politici della città e ambienti delinquenziali, e questo legame è emerso in maniera evidente in periodo elettorale. Chiedo ai consiglieri comunali, e alla politica tutta, di non accreditare come interlocutori personaggi che appartengono alla subcultura piccolo delinquenziale di questa comunità. Che si tratti di piccola delinquenza, peraltro, è tutto da dimostrare, visto il salto di qualità compiuto lo scorso 31ottobre”.
Parole durissime quelle del sindaco, così inaspettate da non essere seguite da dibattito alcuno in consiglio comunale. E proprio la civica assise non era riuscita a riunirsi dopo l’omicidio, accusata dal circolo Scicli Democratica di avere paura di affrontare un punto delicatissimo, posto all’ordine del giorno: i posti di vendita al dettaglio della frutta e verdura. Tale punto era stato oggetto di tensione nelle settimane precedenti, e di apprensione in alcuni ambienti della città.
Tali vicende sono state peraltro al centro dell’attenzione in un recente vertice, poco pubblicizzato, del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. Le istituzioni conoscono il problema e sono messe al corrente della pressione ambientale che su certi temi è presente. Ma il sindaco rilancia: “Bisogna spezzare il legame di buon vicinato tra classe politica e ambienti microcriminali, evitare ogni forma di accreditamento e legittimazione di pregiudicati come interlocutori nelle vicende del piano commerciale”.
Il consiglio è rimasto paralizzato dopo l’omicidio, incapace di deliberare sulla vendita a posto fisso di frutta e verdura, preoccupato di toccare antichi equilibri e interessi consolidati.
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