Sulla scelta del parlamentare modicano c’è stato l’ok anche di Mulè, ma non quello di Falcone
di Redazione
Palermo – Il cambio al vertice di Forza Italia in Sicilia è stato deciso. E Antonio Tajani lo ha comunicato ai big del partito. È Nino Minardo il commissario di Forza Italia in Sicilia. E questo provoca la prima frattura nel fronte critico su Schifani, perché sul parlamentare modicano individuato dal leader nazionale c’è stato l’ok anche di Giorgio Mulè. E questo non è piaciuto affatto a Marco Falcone.
Marcello Caruso, finora al timone del partito ma anche braccio destro di Schifani a Palazzo d’Orleans, lascia il posto al presidente della commissione Difesa della Camera. Tajani ha ascoltato le pressioni che arrivavano in modo ufficiale dall’area che si rifà a Falcone e Mulè e in maniera più sotterranea da un molti deputati e leader provinciali. Non ci sarà quindi il congresso auspicato da Schifani, che aveva ricandidato Caruso. E per questo motivo Mulè plaude alla scelta maturata a Roma: «Non è una vittoria. È un atto dovuto verso la Sicilia, che io sollecitavo da due anni. La scelta del segretario nazionale va nella direzione di prendere atto che in Sicilia non c’erano le condizioni per svolgere un congresso e allo stesso modo che l’attuale coordinatore non poteva gestire questa fase delicata. Appurato questo, l’ultimo dei problemi era il nome a cui affidare l’incarico di commissario».
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