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01/05/2008 15:22

Frasca chi? Come bruciare un candidato. Il nuovo libro del Pd di Scicli

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di Redazione

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“Come suicidare un candidato”.

E’ il libro che presto darà alle stampe la segreteria del Pd di Scicli, e la sua anima sindacale: Bartolo Piccione, Bartolo Iacono, Aquilino, junior e senior, e Luca Cottone, segretario pro tempore del Partito.

Il compendio offrirà alcuni rudimenti di tecnica politica utili a bruciare due volte lo stesso candidato in un mese.

Il case history è quello che ha visto protagonista una persona da noi stimata, il dottor Giovanni Frasca, già numero tre della Banca Agricola Popolare di Ragusa, che per poco, un paio di anni fa, non è diventato numero uno, direttore generale della stessa banca.

Frasca vive da oltre trent’anni a Modica, ha lavorato a Messina negli anni novanta, è tornato a Ragusa dopo aver rifiutato, negli anni settanta, incarichi di prestigio in Libano, quando il Libano era la Svizzera del Medio Oriente.

A Scicli non lo conosce nessuno, o meglio lo conoscono sono quelli della sua generazione di sessantenni, e i pochi imprenditori il cui giro d’affari è così importante da chiedere l’intervento autorevole dello stesso Frasca.

Diciamo questo perché moltissimi lettori di Sciclinews ci hanno chiesto: “ma chi è Giovanni Frasca?”

L’area Cgil del Pd ha tirato fuori il nome di Frasca con la stessa verve con cui si tira fuori un coniglio dal cilindro.

L’homo novus, il risolutore di tutti i problemi della città. Ignorando che lo stesso Frasca, certamente proponibile come vice di un sindaco popolare, come assessore al bilancio, come tecnico di alto prestigio, non avrebbe superato l’impatto con l’anonimato popolare, con lo stress da candidatura.

Primo errore del case history: Frasca candidato dal Pd alle regionali. L’area Cgil del Pd brucia il nome, e di Frasca deputato non se ne farà nulla.

Passa un mese e la segreteria compie lo stesso identico errore: “Il candidato è Frasca, l’uomo in grado di lanciare la palla oltre il muro”, dichiara un improvvido Bartolo Piccione stamani al Giornale di Sicilia (intervista di Pinella Drago).

Peccato che ieri sera alle 20 Frasca non abbia presentato la propria candidatura alle primarie del Pd.

E che due sere fa, al termine di una serata di abbracci e baci in cui la componente Cgil ha mangiato la pizza al Millennium per brindare al candidato spaccapietre, lo stesso, quando è stata l’ora del digestivo, abbia annunciato: “Signori, io alle Primarie non mi candido”.

E cosa hanno fatto le menti pensanti del Pd, i Bartoli? Piccione e Iacono?

“Chiamiamo Francantonio Genovese, segretario regionale del Partito, che chiederà a Mario La Rocca e Venerina Padua di ritirarsi dalle primarie e di lasciare campo libero a Frasca”.

Non ha dato loro ascolto né Mario, né Venerina e neanche Francantonio.

La verità è che questi farebbero bene a stare nella Sinistra Arcobaleno.

Sono il retaggio più autentico del centralismo democratico del vecchio Pci.

Solo la presenza di Enzio Muccio in quella coalizione li ha fatti rifuggire verso il Pd.

Ma starebbero bene lì, insieme agli altri a cantare bandiera rossa, dietro il manifesto di Diliberto col sigaro e di Bertinotti col cashmere.

A Frasca un invito: può dare un contributo importante alla città, con la sua esperienza ed autorevolezza.

Lasci i cattivi consiglieri.

E’ persona  perbene, e un ruolo importante di assessore non gli sarà negato da chi comprende che le persone intelligenti vanno valorizzate.

E non usate.