di Redazione
1.122 candidati, un poco meno di coloro che si batterano per il seggio nella trascorsa tornata elettorale (1.600). Le Camere ne ospiteranno 80: 54 varcheranno la soglia di Montecitorio, 26 quella, austera e barocca, di Palazzo Madama.
L’unica incognita di questa campagna elettorale che fa vincere alcuni candidati prima del voto, è rappresentata dalla soglia di sbarramento: 4 per cento per la Camera, otto per cento, ben più pesante, per il Senato della Rapubblica.
Sono 17 le liste nella circoscrizione occidentale e 16 dall´altra parte dell´Isola per la Camera, 18 per il Senato.Questa tornata elettorale passerà alla storia come quella delle pluri-candidature e delle multielezioni.
I candidati alle politiche li potremo rivedere alle regionali. Sempre gli stessi. Chi non ce la farà, avrà una specie di esame di riparazioneE’ anche la tornata elettorale che farà spendere più soldi all’erario. I rimborsi sono stati raddoppiati e non dimezzati dopo meno meno di due anni di legislatura.
Sarà ricordata anche per un’altra drrittata, che ci viene suggerita da un lettore. “La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto”, ci ricorda il lettore. “Votando il 6 aprile, infatti, aggiunge il lettore, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione”.
Infine conclude amaramente: “E poi parlano di voler fare l’election day per ridurre i costi della politica.
Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggiodato al Paese: è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l’inganno”.La presentazione delle liste ci ha riservata anche delle “chicche”: il finto Beppe Grillo la lista “Democratici di sinistra” con uno sbarco di massa di candidati pugliesi, molti residenti a Barletta, che hanno fatto questo regalo sia alla Sicilia quanto alla Valle d´Aosta, estremo sud ed estremo nord del Paese.
Alla Camera il capolista è tale Maria Sterpeta Fergola. La stampa li ha definite “turbate” a ben ragione. In quanto a turbate, tuttavia, i partiti non li batte nessuno, comìè dimostrato dal raddoppio dei rimborsi elettorali, che sostituiscono il finanziamento pubblico (cancellato da un referendum popolare), e dalla pensione afferrata per i capelli, l’ultimo giorno utile.
Fonte: Siciliainformazioni.com
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