Il locale era accessibile a terzi
di Saro Cannizzaro
Modica – Si dovrà attendere fino al prossimo mese di ottobre per definire la vicenda riguardante il carrozziere sciclitano di 43 anni, arrestato alla fine di novembre dai carabinieri con l’accusa di furto di energia elettrica attraverso un allaccio abusivo tramite prolunga al contatore del proprietario dell’immobile dove ha l’officina. Il processo ha registrato un intoppo giacchè era passato dal giudice monocratico del Tribunale di Modica, Lucia De Bernardin, ad un giudice onorario ma in apertura di udienza è stato rilevato che il procedimento andava presieduto da un magistrato togato cosicchè è stato necessario il rinvio. Nell’udienza di convalida, da alcune testimonianze, era emerso che il carrozziere non avrebbe avuto alcun interesse a commettere il reato, ma che, come sostiene il difensore, l’avv. Pino Pitrolo potrebbe essere stato perpetrato da terzi, visto che il magazzino dov’è installato il contatore risulta di facile accesso a chiunque e questo non lo ha negato al giudice la parte offesa.
Un dipendente dell’uomo aveva precisato, anche, che le attrezzature dell’autocarrozzeria sono tutte allacciate al contatore di cui è dotato il locale che ha una potenza di ben 35 chilowatt. L’aumento della bolletta dell’elettricità di 352 euro rispetto all’anno precedente a danno della presunta parte offesa sarebbe giustificato con l’aumento delle tariffe da parte dell’Enel.
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