Intervista al giornalista free lance
di Stefania Pilato
Modica – È entrato nel vivo il Coordinamento nazionale sull’immigrazione organizzato dalla Caritas Italiana in collaborazione con le Caritas diocesane di Noto e di Ragusa.
Nella giornata inaugurale hanno portato il loro contributo Fabrizio Maronta (Limes), Barbara Molinario (UNHCR) e il Tenente di Vascello Raffaele Giardina (Capitaneria di Porto di Pozzallo).
Intensa la testimonianza di Gabriele Del Grande, classe 1982, giornalista free lance fondatore di Fortress Europe, sito di riferimento a livello internazionale.
Quando hai iniziato a occuparti di immigrazione?
Nel 2005, quasi per caso. Lavoravo con un’agenzia di stampa e mi venne dato questo incarico. Inizialmente era un lavoro di ricerca in archivio, anche noioso. Alla fine mi ha coinvolto.
Hai declinato l’invito alla serata di consegna del Premio Saint Vincent scrivendo una lettera al Presidente Napolitano in cui sottolineavi di non avere un contratto. È arrivato?
Ovviamente no. Ma il sito è ormai un punto di riferimento e lavoro molto con l’estero. Dovessi stare in speranza dell’Italia…
Ma i reportage richiedono tempo e risorse. Come fai?
Anticipo io. C’è la volta che va bene, c’è la volta che va male. Fortunatamente le somme si tirano a fine anno e vado in luoghi in cui la vita non costa niente. Dovessi girare l’Europa sarebbe peggio.
Prossima meta?
Vediamo cosa accade in queste ore a Tripoli.
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